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Covid 19
8 Aprile 2020
20:55

Confindustria, gli imprenditori del nord: “Dobbiamo ripartire a breve”

Confindustria di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto ha chiesto al governo di accelerare l’avvio della fase due: “Prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali, non fatturare”.
A cura di Davide Falcioni
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Riaprire tutto. È la richiesta che Confindustria di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto ha avanzato al governo, affinché tutte le attività produttive ripartano il prima possibile. Secondo gli imprenditori del nord Italia se le imprese delle quattro principali regioni del Nord, che rappresentano il 45% del Pil italiano, non riusciranno a ripartire nel "breve periodo il Paese rischia di spegnere definitivamente il proprio motore e ogni giorno che passa rappresenta un rischio in più di non riuscire più a rimetterlo in marcia".

Nonostante gli scienziati abbiano chiaramente affermato che l'epidemia non è ancora stata sconfitta, e che ci sono ampi margini di rischio che si generino nuovi focolai, secondo Confindustria "prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali, non fatturare con l'effetto che molte imprese finiranno per non essere in grado di pagare gli stipendi del prossimo mese", si legge nel documento. "Chiediamo quindi di definire una roadmap per una riapertura ordinata e in piena sicurezza del cuore del sistema economico del Paese".

Secondo le imprese "è ora necessario concretizzare la Fase 2. Bisogna realizzare un percorso chiaro e decisioni condivise con una interlocuzione costante tra Pubblica Amministrazione, associazioni delle imprese e sindacati che indichi le tappe per arrivare alla piena operatività. La salute è il primo e imprescindibile obiettivo: le imprese devono poter riaprire, ma è indispensabile che lo possano fare in assoluta sicurezza, tutelando tutte le persone. Bisogna quindi definire un piano di aperture programmate di attività produttive mantenendo rigorose norme sanitarie e di distanziamento sociale".

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