"Ho speso 30mila euro e mi sono comprato il giudice a Bari". Si tratta di uno stralcio di conversazione intercettato nell'ambito dell'inchiesta dell'antimafia contro il gip di Bari Giuseppe De Benedictis e l'avvocato penalista Giancarlo Chiarello. I due avrebbero stretto un accordo in base al quale, in cambio di denaro, il giudice emetteva provvedimenti a favore degli assistiti dell'avvocato penalista. Molti di loro erano affiliati alla criminalità organizzata barese e agli ambienti mafiosi locali. De Benedictis ha presentato la richiesta di dimissioni dalla magistratura dopo l'arresto. La mattina del fermo il magistrato si era recato presso lo studio dell'avvocato Chiariello e poi era tornato nel suo ufficio dove aveva aperto, sotto gli occhi attenti delle telecamere nascoste precedentemente piazzate, una busta contenente 6mila euro.

Tre borse di contanti in casa del figlio

Sono stati ritrovati ben tre zaini contenenti 1,2 milioni di euro in contanti nell'abitazione del figlio dell'avvocato Chiariello, arrestato per corruzione con il giudice Giuseppe De Benedictis. Gli zaini con il denaro erano nascosti sotto un divano e in un armadio nell'appartamento del figlio del penalista, anche lui indagato nell'inchiesta che coinvolge il padre. Sotto inchiesta complessivamente 12 persone: molte facenti parte dell'ambiente criminale favorito con il pagamento delle tangenti.

L'intercettazione che racconta la corruzione

L'intercettazione ascoltata dalle forze dell'ordine leccesi riguardava il pregiudicato Della Malva, che raccontava come avesse pagato il gip per ottenere la scarcerazione con la concessione degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Era tornato a casa dal carcere di Rebibbia il 24 aprile e una sera, parlando con la moglie sulla veranda della propria abitazione, commentava l'episodio di corruzione. "Dapprima – ricostruiscono gli inquirenti – si vantava di essere uscito di galera dopo tre mesi e alla reazione ironica della moglie, ha risposto sottolineando di aver speso 30mila euro per "comprare" il giudice a Bari". Il denaro sarebbe stato consegnato al magistrato proprio tramite l'avvocato. Le indagini hanno infatti documentato che il 18 marzo 2020, 7 giorni dopo la scarcerazione di Della Malva, il gps dell'auto del magistrato ne segnalava la presenza a casa del legale.