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Complesso prelievo multiorgano a cuore fermo a Palermo su paziente di 77 anni: “Messaggio di vita e speranza”

L’intervento eseguito a Palermo, nell’unità operativa dipartimentale di cardio-rianimazione del Policlinico. Il paziente in vita aveva detto di voler donare gli organi e di rifiutare ogni accanimento terapeutico.
A cura di Susanna Picone
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Un complesso e importante intervento, con un prelievo multiorgano a cuore fermo, è stato eseguito a Palermo, nell’unità operativa dipartimentale di cardio-rianimazione del Policlinico, diretta dalla professoressa Cesira Palmeri. Il paziente era un uomo di 77 anni: colpito da una grave emorragia cerebrale, in vita aveva detto di voler donare gli organi e di rifiutare ogni accanimento terapeutico. Una scelta che è stata confermata ai medici dalla famiglia.

E così, dopo un attento e prolungato follow up del paziente, l'equipe di medici – dopo aver accertato l'irreversibilità del coma e la mancanza di prospettive di recupero neurologico del paziente – ha avviato il percorso di donazione a cuore fermo (Controlled Donation after Circulatory Death, DCD). A parlarne il professore Maurizio Raineri, coordinatore aziendale per i trapianti, che ha spiegato che si tratta di una procedura molto complessa. “Si tratta di una procedura che prevede un'attenta pianificazione dei tempi e dei protocolli: la sospensione graduale dei supporti vitali in un contesto di accompagnamento palliativo, la constatazione del decesso secondo criteri cardio-circolatori e, successivamente, il prelievo controllato degli organi vitali destinati al trapianto”, ha spiegato il medico.

Unico organo ritenuto idoneo al trapianto era il fegato, prelevato dai medici dell'Ismett. Ha voluto parlare dell’importanza della donazione degli organi e ringraziare, per il caso specifico, la famiglia del 77enne la direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari: “Il consenso alla donazione degli organi espressa in vita dal loro congiunto rappresenta un messaggio di vita e speranza, e ci ricorda l'importanza di riflettere sulla donazione come atto d'altruismo. Ogni donazione può trasformare il futuro di qualcuno, e invitiamo tutti a considerare la possibilità di registrarsi come donatori. Ringrazio anche i nostri medici e tutto il personale sanitario coinvolti nel percorso di donazione per l'impegno, la professionalità e lo spirito di squadra”.

Tutto il processo a Palermo è stato possibile grazie a un efficiente lavoro di squadra che ha coinvolto il Centro Regionale Trapianti coordinato da Giorgio Battaglia con il suo Coordinamento operativo diretto da Antonio Scafidi, Antonello Giarratano, Raineri, e l'equipe medica composta da Luca Giannopolo, Concetta Milazzo, Paola Graviano, Marco Graziano, Francesco Buonasorte.

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