Come stanno i feriti ricoverati al Niguarda dopo la strage di Crans-Montana: Leonardo Bove estremamente grave

A undici giorni dalla strage di Capodanno a Crans-Montana l’emergenza sanitaria non è ancora del tutto rientrata. Dodici giovani italiani sono tuttora ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano, dove medici e infermieri continuano una battaglia lunga e complessa contro le conseguenze del rogo.
A tracciare un quadro aggiornato è stato questa mattina l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, al termine di un sopralluogo nei reparti di rianimazione e al Centro ustioni. Il bilancio, pur segnato da una sofferenza ancora diffusa, registra segnali incoraggianti: tra i dodici ricoverati "ci sono due o tre situazioni molto migliorate", in un quadro complessivo che resta tuttavia di grande difficoltà. Il gruppo infatti è composto da sette pazienti intubati in terapia intensiva e cinque seguiti al Centro ustioni. L’arrivo dall’ospedale di Zurigo di Leonardo Bove ha completato il rientro in Italia dei feriti trasferibili.
Bertolaso: "Due o tre situazioni sono molto migliorate"
"Questa mattina ho fatto un giro insieme ai due primari dei due reparti. È come se stessimo trattando i nostri figli. Due o tre situazioni molto migliorate. Ci sono sicuramente due persone che probabilmente nei prossimi giorni trasferiremo in altri ospedali. C'è un ragazzo di questo gruppo di giovani, che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori. Si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue. Quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto".
Nove ustionati ancora particolarmente critici
Accanto ai progressi, restano tuttavia condizioni di estrema fragilità. "Poi gli altri nove sono particolarmente critici con diversi livelli di criticità. Sarà un periodo molto lungo che dovranno trascorrere in rianimazione e poi al centro ustioni. Non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura", ha aggiunto Bertolaso.
Leonardo Bove e Kean Talingdan sono "estremamente gravi"
Tra i casi più gravi figurano due ragazzi inizialmente dati per dispersi: Leonardo Bove e Kean Talingdan. Oggi sono ricoverati uno accanto all’altro in terapia intensiva. "È stato fatto il primo check questa mattina da parte dei nostri responsabili su Leonardo. Le condizioni sono anche per lui estremamente critiche. Leonardo è uno di quei due ragazzi che erano dati per dispersi e per qualche giorno non se ne conosceva l'identità. L'altro era Kean Talingdan. Adesso i due giovani sono vicini di letto, in questo momento in terapia intensiva. Come altri ragazzi ricoverati, sono intubati, quindi di fatto sono sedati e non sono in grado di rispondere a quelle che sono le eventuali sollecitazioni. Sono estremamente gravi".
Il quadro clinico è aggravato da complicazioni che vanno oltre le ustioni. "Dei ragazzi ricoverati uno in questo momento è anche sottoposto a dialisi avendo avuto una serissima patologia infettiva. Un altro ragazzo che soffre di asma, come tutti, ha ulteriori problemi polmonari. Diciamo che la questione più complicata oggi non sono tanto le ustioni importanti e vaste per tutti, ma sono le situazioni polmonari. Perché tutti questi ragazzi hanno dovuto respirare sostanze altamente tossiche che adesso purtroppo a livello polmonare stanno prendendo il sopravvento e stanno creando tutta una serie di problematiche, soprattutto di natura infettiva ed estremamente difficili da fronteggiare. In alcuni casi, vi sono pure 3-4 microorganismi diversi che in questo momento creano grosse complicazioni a livello polmonare".
Sul fronte dei trasferimenti, Bertolaso ha chiarito che non sono attesi nuovi arrivi a Milano: "Con l'arrivo ieri sera di Leonardo dall'ospedale di Zurigo siamo arrivati ad avere tutti i ragazzi che dovevano rientrare". Diversa la situazione di Elsa Rubino, giovane di Biella, ancora non trasportabile. Quando le condizioni lo consentiranno, il trasferimento previsto è al Centro ustioni di Torino, con la disponibilità di Niguarda a intervenire in caso di necessità.
Eleonora Palmieri "non vede l'ora di riavvicinarsi a casa"
In questo scenario complesso, arrivano anche segnali di sollievo. Per Eleonora Palmieri, 29 anni, di Cattolica, il rientro vicino a casa potrebbe avvenire già la prossima settimana. "Tra i pazienti c'è una ragazza che vive in Romagna e che immagino la prossima settimana verrà trasferita in una struttura ospedaliera vicino a casa sua. La paziente è di buon umore e ha detto che non vede l'ora di riavvicinarsi a casa" ha spiegato l’assessore. Restano invece sotto osservazione altri due pazienti in condizioni discrete, che "necessitano però di un periodo ancora abbastanza lungo di terapia, per quanto riguarda le ustioni", e che, pur in grado di socializzare, devono continuare il percorso in un centro specializzato.