Sessanta milioni di dosi di vaccino somministrate entro giugno. È questo l'obiettivo che il premier Draghi intende raggiungere attraverso il nuovo piano vaccinale messo a punto dal governo nei giorni scorsi che prevede una accelerazione per contrastare la risalita della curva del contagio da Coronavirus che si sta verificando in questi giorni. Tra le novità più importanti, da Pasqua si dovrebbe passare a circa 700mila iniezioni al giorno, contro le circa 100mila attuali. Si procederà, inoltre, con il criterio dell’età, con delle regole uniche per tutte le regioni e con una campagna porta a porta. Tutto ciò sarà reso possibile grazie all'arrivo di ulteriori dosi di vaccino, in particolare entro marzo arriveranno sette milioni di dosi ( 3,5 milioni di AstraZeneca) e ad aprile si arriverà a 30 milioni di dosi con il vaccino di Johnson & Johnson, che a giorni dovrebbe ricevere il via libera dall'Ema.

L'obiettivo è difficile, visto che a due mesi dall'inizio della campagna di vaccinazione iniziata alla fine dello scorso dicembre, sono state distribuite poco più di cinque milioni di dosi, con più di un milione e mezzo di persone che hanno ricevuto anche il richiamo. Ma non è un'operazione impossibile: se non ci saranno tagli o ritardi sulle consegne (nel secondo trimestre di quest’anno è prevista la consegna di 55 milioni di dosi in totale) e se tutto filerà liscio dal punto di vista organizzativo, a fine giugno dovremmo avere poco meno di 15 milioni di persone vaccinate con doppia dose, tra cui medici, infermieri, over 80, e altre fasce di anziani che riceveranno Pfizer e Moderna, che prevede il richiamo dopo 21 giorni, e altri 30 milioni di persone che riceveranno o il monodose Janssen di Johnson & Johnson oppure la prima dose di AstraZeneca, di cui si sta valutando se prolungare o meno il richiamo oltre i tre mesi attualmente previsti. Si manterrà invece una riserva del 2% di dosi per poterle utilizzare in caso di emergenza per la vaccinazione a tappeto in eventuali focolai.

A gestire tutto stavolta ci sarà il nuovo commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, subentrato nei giorni scorsi a Domenico Arcuri. Difesa e protezione civile provvederanno a fornire strutture adeguate laddove mancheranno quelle delle Regioni. Per la distribuzione, non si pensa solo agli hub delle grandi città, in palestre o caserme, ma anche ad adeguate strutture nei centri più piccoli e più lontani, di cui si occuperà proprio la Protezione civile guidata da Fabrizio Curcio. Le forze armate si occuperanno invece del trasporto e della distribuzione delle dosi. Si provvederà, infine, anche allaredistribuzione delle dosi tra le regioni in base alla popolazione residente e non più per target.