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Coltelli vietati anche in montagna, il CAI sfida il Decreto Sicurezza: “In vetta può salvarci la vita”

Il Club Alpino Italiano ha chiesto una “deroga esplicita per le attività escursionistiche, alpinistiche e di soccorso in ambiente naturale” al divieto di possesso di coltello introdotto dal nuovo Decreto Sicurezza.
A cura di Davide Falcioni
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In attesa della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026 – il cosiddetto "decreto sicurezza" – il Cai (Club Alpino Italiano) ha inviato una lettera formale al Ministero della Giustizia e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione su un aspetto del provvedimento che potrebbe incidere molto pesantemente su milioni di cittadini che praticano escursionismo, alpinismo e attività di soccorso in ambiente montano.

La legge, infatti, prevederà sanzioni severe per chi viene trovato fuori dalla propria casa con strumenti a lama affilata o appuntita eccedenti determinate misure. Per i frequentatori della montagna – siano essi appassionati o professionisti – tuttavia questi strumenti sono dotazioni di sicurezza fondamentali per il primo soccorso, la logistica e la gestione delle emergenze. "Il CAI condivide pienamente l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nelle nostre città" – spiega il presidente generale Antonio Montani -. "Tuttavia, auspichiamo che venga introdotta una deroga esplicita per le attività escursionistiche, alpinistiche e di soccorso in ambiente naturale".

Come ricorda il Club Alpino Italiano il testo del Decreto-Legge, in attesa di conversione, riduce drasticamente le possibilità di portare strumenti a lama prevedendo sanzioni pesanti indiscriminatamente, anche per coloro che quegli strumenti debbono portarli a tutela della loro sicurezza in montagna. Il divieto si concentra sui coltelli pieghevoli con meccanismo di blocco della lama, punta acuta e apertura a una mano: la cronaca nera degli ultimi mesi li ha fatti tornare alla ribalta per diversi episodi ma la misura correttiva purtroppo riguarda una tipologia molto diffusa anche tra gli appassionati di montagna e outdoor. In questa categoria infatti rientrano anche modelli solo leggermente più grandi dei classici coltellini svizzeri, che possono tornare utili in soccorso e per manovre di emergenza.

Allo stato attuale rimane invece consentito portare coltelli a lama fissa fino a 8 centimetri, sempre a patto che ci sia un giustificato e inequivocabile motivo. Chi viene sorpreso in possesso di un coltello pieghevole con blocco e lama superiore ai 5 centimetri rischia la reclusione fino a tre anni, un'ammenda da mille a 10mila euro e la sospensione della patente di guida e del porto d’armi. Per i minori fermati in possesso di questi strumenti, le sanzioni amministrative, che sono comprese tra 200 e mille euro, possono ricadere direttamente sui genitori.

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