"Il territorio è vasto, ci sono tante zone di campagna, può essere anche che qualcosa sia scappato al controllo. Ma si tratta veramente di casi isolati: non c'è nessun esodo, nessun tentativo di fuga". Lo afferma all'Adnkronos Francesco Passerini, il sindaco di Codogno, comune del Lodigiano cuore dell’epidemia da Coronavirus. Il primo cittadino ha assicurato che tutta la popolazione del suo Comune "si attiene in modo rigoroso" ai divieti e alle ferree misure decise per le zone rosse e focolaio del Covid-19. "C'è una presa di coscienza da parte di tutti e la nostra popolazione sta facendo un sacrificio nell'interesse generale di tutto il Paese", continua Passerini evidenziando anche la "straordinarietà dell'emergenza che stiamo vivendo, una cosa caduta tra capo e collo su 50mila persone". Certo, ripercussioni ci sono non solo sui cittadini ma anche sulle aziende. "Ci sono eccellenze e strutture che, sebbene ad oggi non abbiano nulla a che vedere con i casi di coronavirus, hanno tutto fermo nonostante commesse e responsabilità internazionali da onorare", spiega il primo cittadino. Intanto a Codogno "stiamo lavorando in modo alacre" per risolvere ogni tipo di criticità. "Abbiamo organizzato la consegna a domicilio di farmaci salvavita – riferisce il sindaco – ma anche la consegna della spesa: se ad esempio una persona anziana è nella zona rossa e il figlio non riesce ad a raggiungerla, può portare la spesa al posto di blocco e poi personale e volontari la consegnano al domicilio".

La polemica sulle parole del premier Conte

Poi sulla polemica relativa all'ospedale accusato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte di non aver rispettato i protocolli contribuendo a dar vita al focolaio di coronavirus, il sindaco commenta: "Non voglio entrare in una polemica politica, bisogna gestire l'emergenza e fare squadra". Tuttavia osserva: "Il protocollo del ministero consentiva al personale medico di fare il tampone del coronavirus se il paziente ha avuto contatti o è stato in un territorio cinese a rischio. I medici hanno ‘beccato' il cosiddetto ‘paziente 1' proprio perché gli è venuto il dubbio che potesse essere coronavirus nonostante non avesse avuto contatti con la Cina: dovrebbero dirgli ‘bravi'". "L'ospedale di Codogno sta rispondendo al massimo delle possibilità, spero che la polemica sia stata capita male, altrimenti sarebbe folle – continua Passerini – Il modello sanitario della Lombardia è riconosciuto, come eccellenza, a titolo universalistico. Certo, tutto è perfettibile, ma dire che la colpa sia stata dell'ospedale di Codogno mi sembra ridicolo".