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Chiedono di scaldare l’omogeneizzato di carne e il ristorante vegano dice no, è scontro: “La mamma in lacrime”

Il 31 dicembre un ristorante vegano di Casale Monferrato si rifiuta di scaldare un omogeneizzato di carne per un bimbo di sei mesi. Ne nasce una polemica continuata online per due settimane che contrappone veganofobia e odio-social. Fanpage.it ha parlato con i protagonisti della vicenda.
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Immagine di repertorio
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Il pranzo del 31 dicembre in un ristorante vegano di Casale Monferrato (Alessandria) si è trasformato in una vera e propria guerra social a causa di un omogeneizzato di carne. A raccontare la propria versione dei fatti a Fanpage.it sono alcuni dei protagonisti della vicenda: Alice Giacobone, la proprietaria del locale Il Pangolino; l'attore Alessandro Girami, presente al tavolo incriminato e volto della discussione online.

Il 31 dicembre 2025 un tavolo composto da sette adulti e sei bambini arriva al ristorante vegano Il Pangolino. La scelta è caduta su questo per mettere d'accordo un gruppo eterogeneo composto anche da vegani, ma non solo. Poco dopo essersi seduti chiedono di poter riscaldare l'omogeneizzato di carne portato da casa per un neonato di appena sei mesi. Richiesta che la proprietaria non accoglie. Ne nasce un diverbio così acceso da spingere il gruppo ad abbandonare il locale, e con loro anche avventori di altri tavoli.

La ristoratrice: "Classico esempio di veganofobia"

"Siamo dichiaratamente un ristorante vegano e di attivisti, come si vede bene dalle locandine contro lo sfruttamento animale esposte sia fuori che dentro – spiega Alice Giacobone, proprietaria del ristorante vegano il Pangolino da sei anni e animalista da venti – Quindi non puoi imporre le tue regole a casa mia, né insistere".

Per la donna, si è trattata di una vera e propria "provocazione": "Non so se sia stato fatto di proposito oppure sono abituati ad andare in un ristorante e chiedere un altro tipo di cucina". Il risultato, secondo Giacobone, è un'ondata di odio che avrebbe investito lei e il suo locale: "Abbiamo avuto conseguenze negative, a cominciare dai tantissimi insulti. La veganofobia esiste".

Un estratto del post della ristoratrice
Un estratto del post della ristoratrice

In alcuni dei post pubblicati dalla proprietaria del ristorante relativi a questa vicenda compare anche un video, un breve sketch comico che ritrae uno dei commensali mentre ironizza sui vegani. Si tratta dell'attore milanese Alessandro Girami, autore anche della recensione da una stella pubblicata su Google, diventato suo malgrado il volto social della storia.

Alcuni dei commenti al post con il video di Girami pubblicato sulla pagina del Pangolino
Alcuni dei commenti al post con il video di Girami pubblicato sulla pagina del Pangolino

"Mi hanno scritto di impiccarmi"

"Se cercate un posto accogliente, umano, capace di gestire una situazione normale senza trasformarla in un comizio urlato, cercate altrove". È uno degli stralci della recensione virale scritta da Girami, a cui la proprietaria ha risposto, sempre su Google: "Vi consiglio di acquistare uno scalda omogeneizzati portatile".

A Fanpage.it l'uomo spiega: "Non abbiamo mai chiesto di portare l’omogeneizzato in cucina, ma solo l’acqua. Ci è stato risposto di no e siamo stati aggrediti immediatamente. In risposta, abbiamo chiesto di abbassare i toni ma non è servito. Non abbiamo mangiato, e una volta usciti la madre del bambino è scoppiata a piangere".

La questione non si conclusa con l'abbandono del ristorante, ma è proseguita online a colpi di post e recensioni: "Da quel momento siamo stati al centro di un odio immotivato a causa dei post pubblicati dalla proprietaria. Io in particolare, a causa del video, sono diventato il capro espiatorio. È diffamazione pura". Il video non è stato realizzato dopo l'episodio, ma risalirebbe al 2024. I commenti però ci sono andati giù pesante comunque: "Mi hanno detto di impiccarmi, mi hanno dato del fallito. Sto pensando di agire per vie legali". E conclude: "Nessuna veganofobia, l’odio è stato contro di noi".

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