Chico Forti ottiene il permesso per lavorare fuori dal carcere: farà volontariato e insegnerà windsurf

Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha accolto la domanda di Enrico "Chico" Forti per lavorare fuori dal carcere. Dopo una precedente richiesta di liberazione condizionale, respinta a settembre, ora Forti ottiene la possibilità di uscire dal carcere veronese di Montorio per frequentare un corso di formazione professionale per pizzaioli, fare volontariato con anziani e insegnare windsurf ai giovani con disabilità.
Dalla detenzione negli Stati Uniti alle prime uscite dal carcere in Italia
Forti è detenuto a Montorio dal maggio 2024, dopo aver trascorso più di 20 anni in carcere negli Stati Uniti, dove è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del 42enne Dale Pike. A seguito di un accordo tra gli Stati Uniti e l'Italia, al 67enne trentino è stata concessa la possibilità di scontare la sua pena nel nostro Paese, possibilità che gli fu comunicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Oggi, ottiene il permesso di fare attività fuori dal carcere, e tra quelle concesse c'è anche il windsurf, proprio lo sport di cui era campione e che portò al quiz televisivo Telemike nel 1990. Grazie alla somma vinta con la partecipazione al programma, due anni dopo si trasferì da Trento negli Stati Uniti.
In Florida continuò con il windsurf e divenne noto anche come organizzatore di eventi e nel campo degli investimenti immobiliari. Proprio nell'ambito della trattativa per l’acquisto del Pike Hotel di Ibiza sarebbe maturato l'omicidio di Dale, uno dei componenti della famiglia proprietaria della struttura spagnola.
Dale Pike fu trovato senza vita su una spiaggia di Miami e Forti venne condannato all'ergastolo senza condizionale. Accusa che però l'uomo ha sempre rigettato professandosi innocente. Il caso Chico Forti divide l'opinione pubblica e la politica, e sicuramente anche la notizia delle sue uscite dal carcare desterà la reazione di una parte della comunità.
Lo zio di Chico Forti: "Speriamo che metta fine all'incubo"
All'Adnkronos, Gianni Forti, ha commentato la notizia dei permessi per uscire dal carcere: "Purtroppo per Chico i tempi della sua liberazione sembrano non arrivare mai, neanche dopo 28 anni di reclusione per un delitto che abbiamo dimostrato mille volte che non ha mai commesso. A settembre è stata rifiutata la sua libertà condizionale con delle motivazioni assurde. Ora siamo ricorsi in Cassazione, ma se ne riparlerà a febbraio. Speriamo che il 2026 metta fine all'incubo che ha distrutto la sua e la nostra vita".
Gianni sottolinea poi che questi permessi "fanno parte del percorso previsto per tutti i detenuti".