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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“Chiara Poggi la sera prima di essere uccisa aveva trovato i file porno di Stasi”: la nuova perizia della famiglia

La nuova perizia informatica eseguita dai legali e dai consulenti della famiglia Poggi svela: “Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati – per genere – i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca”.
A cura di Giorgia Venturini
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Chiara Poggi
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"Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati – per genere – i numerosi file pornografici già esaminati all'epoca". È quello che rivela la nuova perizia informatica eseguita dai legali e dai consulenti della famiglia Poggi. Gli avvocati Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni in una nota stampa precisano: "Qualora la Procura di Pavia lo riterrà opportuno, questo dato potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante apposito incidente probatorio". In questo modo i legali della famiglia Poggi chiedono un ulteriore incidente probatorio, dopo quello che hanno chiesto (ed è stato negato) sulla traccia 33 attribuita solo recentemente all'attuale indagato Andrea Sempio, quella che è stata trovata sulla parete destra della scala interna della villetta di Garlasco dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi.

Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna hanno poi aggiunto: "Si cerca impropriamente di riabilitare l'assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione". E ancora: "Secondo quanto evidenziato da più parti l'apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio (indagato in concorso, ndr) sarebbe da ritenere funzionale ad una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi".

A Fanpage.it pochi giorni fa il consulenti informatico dei Poggi, Paolo Reale (che per questa ultima perizia ha lavorato con Fabio Falleti e Nanni Bassetti) aveva precisato: "La sera del 12 agosto 2007 Chiara Poggi ha inserito la sua chiavetta nel pc di Alberto Stasi, che intanto era uscito con i cani. Dalle 21.59 alle 22.09 la vittima era a casa da sola. Le analisi sul pc del condannato mostrano che Chiara Poggi aveva scaricato dalla sua chiavetta le foto del fidanzato che era appena tornato da un viaggio a Londra. C'è poi sicuramente una esplorazione delle immagini nelle cartelle che erano presenti sul pc di Stasi". Tutto questo era stato confermato in una precedente perizia di parte degli scorsi anni. Ora sono stati fatti ulteriori passaggi che hanno permesso ai legali della famiglia Poggi di dire che Chiara quella sera ha avuto proprio accesso ai file dove era presente il materiale pornografico.

Il perito informatico Paolo Reale a Fanpage.it ha poi confermato quanto ribadito anche i mesi scorsi, ovvero che purtroppo non si potrà sapere con esattezza l'ultimo file visto da Chiara Poggi perché il giorno dopo l'omicidio i carabinieri hanno visionato il pc di Stasi e della vittima. In questo modo hanno alterato data e orario di ultima visualizzazione dei file. Resta il fatto che a distanza di 19 anni sui pc la Procura di Pavia sta cercando ancora il movente dell'omicidio.

Nella sentenza di condanna ad Alberto Stasi i giudici avevano ipotizzato un possibile litigio avvenuto tra condannato e la vittima la sera prima dell'omicidio:

Anche se al proposito sono state formulate plurime ipotesi, il movente dell'omicidio non è stato individuato. Nel presente procedimento è stata acquisita la sentenza di annullamento senza rinvio in cui la Cassazione ha annullato perché il fatto non sussiste la condanna di Stasi per il reato di detenzione di materiale pedopornografico (…), reato, astrattamente individuabile, nelle sue implicazioni, come una possibile "causa" del delitto. Sicuramente invece Alberto Stasi deteneva consapevolmente nel suo computer migliaia di immagini di contenuto pornografico, tutte da lui catalogate e  classificate in cartelle diversamente denominate. (…) è poi emerso che tutti i giorni Stasi, visionava immagini pornografiche, secondo un copione piuttosto ripetitivo: anche tali abitudini avrebbero potuto suscitare domande, o provocare discussioni, anche con una fidanzata di larghe vedute.

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