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2 Agosto 2022
11:15

Chi sono le vittime dell’agguato di Pescara: un architetto e un ex calciatore con precedenti penali

Walter Albi, architetto di 66 anni, è morto sul colpo. Luca Cavallito, ex calciatore di 48 anni, è ricoverato in condizioni disperate. Continua la caccia al killer, fuggito in sella a una moto di grossa cilindrata.
A cura di Davide Falcioni
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Walter Albi, architetto pescarese di 66 anni con lo studio a Francavilla al Mare, è l'uomo ucciso nella serata di ieri mentre era seduto al tavolo di un bar nel centro di Pescara. Ferito gravemente anche Luca Cavallito, ex calciatore di 48 anni con precedenti penali, trasportato in codice rosso all'ospedale della città abruzzese e ora in bilico tra la vita e la morte.

I due sono stati raggiunti dai proiettili esplosi da un uomo con il volto coperto arrivato in sella a una moto di grossa cilindrata: il killer, secondo alcuni testimoni, avrebbe puntato la pistola contro le due vittime sporgendosi tra le piante che separavano i tavoli del bar da via Ravesco, premendo il grilletto almeno sei volte prima di darsi alla fuga a tutta velocità su via Vittorio Veneto: polizia e carabinieri non solo abruzzesi, ma anche delle regioni confinanti, stanno ancora dando la caccia all'assassino, tuttora in fuga.

Nel frattempo la dinamica dell'agguato si è chiarita nel corso della notte e gli inquirenti parlano ormai esplicitamente di un'esecuzione. A dare l'allarme, dopo essersi nascosta sotto un tavolino, è stata la proprietaria del bar. Sul posto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati polizia, carabinieri, polizia locale e ambulanze del 118. I sanitari, per una delle due vittime, Walter Albi, non hanno potuto fare altro che constatare l'avvenuto decesso.

Per l'altro, Luca Cavallito, è partita invece la corsa disperata verso l'ospedale dove nel corso della notte l'uomo è stato operato d'urgenza visti i tre colpi d'arma da fuoco che l'hanno raggiunto al volto, al torace e a una spalla. Due equipe mediche si sono alternate nel tentativo di salvargli la vita e ora l'ex calciatore è ricoverato in terapia intensiva con prognosi definita "riservatissima". Le sue condizioni sono ancora disperate.

Sul fronte giudiziario al momento dalla Procura di Pescara e dalla questura nessuna notizia ufficiale è stata diramata riguardo quello che è accaduto, che pare sia stato un regolamento di conti avvenuto in mezzo a decine di persone e a due passi da un centro cittadino.

Il sindaco di Pescara: "Città sconvolta, lo Stato risponda"

"Questo delitto così efferato non fa parte della cultura dei pescaresi. Questa violenza non è nel Dna della nostra città e quindi l'episodio ci sconvolge in maniera incredibile. È necessaria una chiara e forte risposta da parte degli organi territoriali dello Stato perché i cittadini questo chiedono". A dirlo il sindaco di Pescara, Carlo Masci. "Non è possibile che succeda una sparatoria in un bar dove ci sono bambini e chi sta tranquillamente seduto a riposarsi. I cittadini chiedono che venga assicurato alla giustizia il killer, perché qui si è trattato di un'esecuzione, e che ci siano risposte chiare sulle motivazioni per cui succedono queste cose. È necessario avere risposte". "Mi sembra – aggiunge Masci – che i sindaci siano lasciati da soli in territori che sono poco controllati e in cui avvengono scene di violenza, in questo caso sconvolgenti perché sono frutto evidentemente di qualcosa che sfugge alla nostra percezione. Uno che spara e uccide le persone a sangue freddo: qui è delinquenza pura. Ci sono però anche episodi di teppismo continui che creano disagio sociale e tensione. Sono quindi necessarie più forze dell'ordine sul territorio".

Acerbo (PRC): "A Pescara infiltrazioni mafiose"

Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista e pescarese: "L'esecuzione in stile mafioso sulla strada parco spero dia la sveglia alla nostra comunità, alla politica e alle istituzioni. Negli ultimi anni si è abbassata la guardia rispetto alla lotta contro la criminalità organizzata e alle mafie perché sono state alimentate finte emergenze sicurezza che hanno generato razzismo e paranoia contro immigrati. Dalle prime informazioni emerse è legittimo pensare che il quadro in cui inquadrare l'azione del killer non è certo quello della microcriminalità. Pescara e la costa adriatica sono da anni oggetto della penetrazione silenziosa di sacra corona unita, camorra e ndrangheta che riciclano rilevando e aprendo attività economiche. È dei giorni scorsi la notizia del sequestro a Pescara di supermercati di imprenditori che – secondo l'inchiesta della Dia di Reggio Calabria e la Guardia di Finanza – sarebbero legati alla ndrangheta che investe nell'edilizia, negli appalti, nel commercio oltre che nel traffico di sostanze stupefacenti. E' il caso che la politica si svegli e metta al primo posto la lotta contro la criminalità organizzata e la sua penetrazione nel nostro tessuto economico e sociale".

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