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Chi era Pietro Zantonini, il vigilante morto al gelo in un cantiere delle Olimpiadi di Milano-Cortina

Pietro Zantonini, 55 anni, è morto a Cortina durante un turno di vigilanza notturna in un cantiere delle Olimpiadi. La procura indaga su cause e condizioni di lavoro.
A cura di Davide Falcioni
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Si chiamava Pietro Zantonini, aveva 55 anni ed era originario di Brindisi il vigilante morto nella notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo mentre svolgeva un turno di vigilanza notturna in un cantiere delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’uomo è deceduto mentre lavorava nello stadio del ghiaccio in costruzione, in condizioni climatiche particolarmente rigide.

A dare l’allarme sono stati alcuni colleghi, ai quali Zantonini aveva chiesto aiuto telefonicamente. Secondo quanto ricostruito, il vigilante operava da un gabbiotto riscaldato solo da una stufetta e usciva ogni due ore per effettuare le ricognizioni nell’area del cantiere. All’arrivo dei soccorritori del 118 sono stati tentati a lungo le manovre di rianimazione, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

La famiglia ha sporto denuncia e la Procura ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia, per chiarire le cause esatte del decesso e verificare se vi siano responsabilità legate alle condizioni di lavoro. L’inchiesta è coordinata dal pm Claudio Fabris. I familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce, chiedono "che venga fatta piena luce sull’accaduto e che nessuna morte sul lavoro venga trattata come un evento privato o inevitabile".

Zantonini era arrivato in Veneto nel settembre 2025 e lavorava con un contratto a termine, già prorogato, in scadenza a fine gennaio. Non avrebbe avuto patologie pregresse. Ai familiari, però, aveva più volte raccontato di turni notturni lunghi, talvolta consecutivi, e di una generale mancanza di tutele, soprattutto rispetto alle condizioni ambientali in cui era costretto a operare. "Dietro questa tragedia non può esserci alcuna fatalità", ribadiscono i familiari, sottolineando la necessità di accertare se il decesso sia riconducibile esclusivamente alle temperature estreme o se emergano criticità nella gestione della vigilanza e delle condizioni di lavoro.

Sulla vicenda è intervenuta anche Simico, la società infrastrutture di Milano-Cortina, che ha espresso "le più profonde e sentite condoglianze per la morte del vigilante a Cortina d'Ampezzo e commossa vicinanza alla sua famiglia", precisando però che "si tratta di un cantiere che non è di propria competenza". La società ha infine dichiarato di attendere "che gli organi competenti svolgano le necessarie indagini al fine di accertare quanto accaduto".

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