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Chi era Andrea Bolelli, il 39enne morto sul lavoro nell’incidente in A13: “Il suo motto musica e solidarietà”

Andrea Bolelli, per tutti “Bole”, era originario di Galatina, in provincia di Lecce, ma da tanto tempo risiedeva a Bologna dove era conosciutissimo per la sua attività politica e sociale e soprattutto per la sua passione musicale che lo aveva portato a diventare voce di Radio Città Fujiko.
A cura di Antonio Palma
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Si chiama Andrea Bolelli, per tutti "Bole", e aveva 39 anni l'uomo rimasto vittima del terribile incidente stradale avvenuto ieri sull'autostrada A13 a Bologna mentre era impegnato sul lavoro a bordo di un furgone della sua ditta. L'uomo era originario di Galatina, in provincia di Lecce, ma da tanto tempo risiedeva a Bologna dove era conosciutissimo per la sua attività politica e sociale e soprattutto per la sua passione musicale che lo aveva portato a diventare voce di Radio Città Fujiko

Incidente mortale intorno alle 12:00 di ieri mercoledì 21 gennaio, nel tratto tra Altedo e Bologna Interporto della A13, nella carreggiata in direzione Bologna. Andrea Bolelli viaggiava come passeggero a bordo di un autocarro che si è schiantato violentemente contro un camion che lo precedeva e che si era fermato sulla corsia a causa di un precedente incidente.

Nello schianto ferito anche il collega trentottenne che è stato portato all'ospedale Maggiore di Bologna in condizioni di media gravità. Per il 30 novembre rimasto incastrato tra le lamiere dell'abitacolo purtroppo invece non c'è stato nulla da fare. Quando i pompieri Lo hanno estratto i sanitari hanno solo potuto accertarmi il decesso.

Tantissimi i messaggi di cordoglio e ricordo del lavoratore apparsi sui social, a partire proprio dalla radio con cui collaborava all'interno del programma "If the kids are united". "Il suo è stato un prezioso contributo alla controcultura, tra musica e politica" scrivono dalla radio, spiegando: "Tra i tantissimi format presenti nel palinsesto di Radio Città Fujiko, quello che ha il nome più bello è senza dubbio "If the kids are united". È il più bello non perché è il titolo di in brano di una band britannica, ma perché racchiude il senso di una comunità che ha come collante la musica e la solidarietà. Una comunità riunita intorno alla musica e alla solidarietà"

"Bole era un uomo dalle passioni forti: la politica, la musica, la vita stessa. Eclettico, talora ruvido, indiscutibilmente buono, una personalità immensa che ha lasciato il segno in tutti coloro che lo hanno incrociato nei suoi lunghi anni di permanenza a Bologna, sua città d’adozione" scrivono invece gli amici. Con ogni probabilità l’ultimo saluto a Bole sarà sabato prossimo, poi il feretro verrà tumulato in Salento.

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