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Chi è Riccardo Salvagno, il vigile urbano arrestato per l’omicidio del 25enne Sergiu Tarna

Riccardo Salvagno, 40 anni, vigile urbano di Venezia, è stato arrestato per l’omicidio del 25enne moldavo Sergiu Tarna. Prima dell’arresto era fuggito in Spagna, paese dove vive anche la madre.
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Riccardo Salvagno, 40 anni, è stato arrestato in via preventiva per l'omicidio del 25enne di origine moldava Sergiu Tarna. Secondo la Procura di Venezia che ha coordinato le indagini, il giovane classe 2000 sarebbe stato oggetto di una vera e propria "esecuzione".

Salvagno, classe 1985, è incensurato. Originario di Chioggia, attualmente è vigile urbano di Venezia. Il reato del quale è accusato non è collegato all'attività professionale, e per questo non è stato reso noto se la Polizia locale interverrà con una sospensione o un possibile licenziamento per giusta causa.

Salvagno è entrato nel corpo della Polizia locale nel 2022 dopo un'esperienza in una società di vigilanza privata. Nel 2024 si era candidato al consiglio comunale di Spinea (Venezia) in una lista vicina alla Democrazia Cristiana.

Riccardo Salvagno è in carcere: cosa dice l'avvocato

La difesa di Salvagno è stata assunta dallo storico avvocato del foro di Treviso Guido Galletti, il quale a Fanpage.it spiega: "Vogliamo ricostruire dinamica e le situazioni che hanno anticipato il fatto". Mentre sul contesto in cui è maturato l'omicidio preferisce mantenere il riserbo più assoluto, in quanto "ci sono aspetti in evoluzione".

Subito dopo l'omicidio, avvenuto il 31 dicembre scorso, Salvagno si era reso irreperibile fuggendo in Spagna, a Tenerife e Madrid. L'uomo è tornato poi in Italia il 5 gennaio 2026 e a prenderlo all'aeroporto sarebbe stato il padre, al momento non indagato e ritenuto totalmente estraneo alla vicenda. I viaggi di Salvagno fuori dall'Italia non erano rari: i genitori sono separati e secondo quanto ricostruito da Fanpage.it la madre vive proprio in Spagna.

Non è stato necessario però eseguire il mandato d'arresto europeo spiccato dal procuratore Stefano Ancilotto. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia infatti lo hanno individuato e fermato mentre si trovava nei campi intorno alla sua abitazione di Malcontenta, frazione del Comune veneziano di Mira, non lontano dal luogo in cui è stato abbandonato anche il corpo della vittima.

Successivamente, il 40enne è stato condotto nel carcere di Santa Maria Maggiore dove, nella giornata del 7 gennaio, si è svolto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip. Secondo l'accusa, il crimine sarebbe maturato nell'ambito del traffico di sostanze stupefacenti, ma chi indaga non esclude per il momento nessuna pista. Al momento per il 40enne è stata disposta la custodia cautelare nel carcere di Santa Maria Maggiore con l'accusa di omicidio.

La vittima invece è Sergiu Tarna, conosciuto come Sergio. Era nato in Moldavia nel 2000 e si era trasferito da adolescente in Veneto. Da qualche anno aveva iniziato a lavorare come cameriere. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, la sera del 31 dicembre Tarna era appena uscito da un bar quando sarebbe stato costretto, con la forza e sotto la minaccia di una pistola, a salire su un'auto riconducibile a Salvagno, e poi condotto sul luogo del delitto.

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