"Un gatto randagio che cercava di ripararsi dalle intemperie è stato ucciso a bastonate dalla titolare di un negozio", a rivelare il terribile gesto, denunciato inizialmente via social, è Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). Il fatto sarebbe avvenuto in un via centrale di Lucera, in provincia di Foggia, e ad assistere al fatto ci sarebbero state diverse persone che poi hanno raccontato la vicenda via social. Come raccontato sempre da Sidoli, a causa delle percosse il felino ha riportato una frattura della spina dorsale con emorragie interne che gli sono state fatali. "Una volta che la Polizia di Stato concluderà le indagini adiremo per vie legali denunciando l’autore del macabro gesto per maltrattamento e uccisione di animale" ha spiegato Sidoli, aggiungendo: "Qualora fosse provato che i vigili e la veterinaria, come riportato sui social, ‘non volevano aiutare', ricordiamo che sarebbe omessa denuncia da parte di un pubblico ufficiale e violazione dell'art. 16 del Codice deontologico dei medici veterinari".

Il riferimento è al racconto di una volontaria animalista che avrebbe assistito in prima persona all'episodio sporgendo denuncia e raccontando sui social la vicenda con tanto di nome del negozio. "Chiediamo alla volontaria che si sarebbe recata al suddetto negozio di integrare la denuncia anche per minacce, riportando quanto avrebbe affermato l'esercente: ‘non me ne frega nulla degli animali, l'unica cosa che mi dispiace è che tutti quelli che amano gli animali non vengano impiccati’" ha aggiunto ancora Sidoli.

Il caso risalirebbe a mercoledì scorso. Dopo la segnalazione, a intervenire sul posto sono stati i volontari dell'associazione animalista Empatia di Lucera che raccontano: "La colpa di questo gatto e di essere entrato, forse per paura, all'interno di un negozio di abbigliamento a Lucera e il padrone del negozio per cacciarlo ha preso la scopa e l'ha bastonato fino a tramortirlo. Nonostante i tentativi di salvarlo il gatto è deceduto poco dopo, durante il trasporto. L'animale è stato poi portato all'Istituto Zooprofilattico di Foggia per l'autopsia".  "Dovevate sentire i lamenti di quel povero cuoricino, era straziante! Il giorno dopo mi sono recata in quel negozio per domandare la dinamica è le sue parole sono state ‘che me ne frega degli animali… l'unica cosa che mi dispiace e che tutti quelli che amano gli animali non vengono impiccati….' queste sono le parole della proprietaria del negozio… Ma è possibile che in questo paese ci sono ancora persone di questo calibro" ha raccontato su facebook una volontaria

La denuncia sui social ha scatenato subito la furia del web con centinaia di commenti di  indignazione ma anche di insulti e qualche minaccia alla negoziante. In tanti hanno iniziato a prendere di mira il negozio indicato raccomandando di non comprare più ma, in molti casi, purtroppo sbagliando anche esercizio commerciale a causa di una omonimia.