Catania, insulti contro i ragazzi che hanno stuprato la baby sitter: “Marcite in galera”

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Pioggia di insulti social per i tre ragazzi, due 19enni e un 20enne, che hanno aggredito e abusato di una ragazza americana di 19 anni a Catania: “Mi auguro che in carcere vi faranno sputare sangue. Dovete marcire lì dentro e vergognarvi di quello che avete fatto”. Il sindaco Pogliese: “La città condanna fermamente questo disgustoso crimine”.

"Mi auguro che in carcere vi faranno sputare sangue. Dovete marcire lì dentro e vergognarvi di quello che avete fatto". Questi sono solo alcuni dei messaggi pieni di insulti lasciati sui profili social dei tre ragazzi fermati per aver stuprato una baby sitter di 19 anni di nazionalità americana e Catania. I tre giovani, R. M. di 20 anni, S.C. e A. S. tutti e due di 19 anni, sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Secondo il procuratore aggiunto della città siciliana, Marisa Scavo, i ragazzi erano impegnati in una vera e propria "caccia alla preda sessuale" per le strade e i locali della movida catanese, culminata poi con l'aggressione alla 19enne, avvenuta lo scorso 15 marzo. Un comportamento da loro ritenuto normale tanto da filmare tutto e inviare lo stesso video alla vittima e che ha scatenato l'ira degli utenti su Internet.

Tanti i messaggi indirizzati ai tre giovani: c'è chi invoca la pena di morte, chi si lascia andare ad insulti di vario genere e chi augura loro di finire i giorni in una cella di un carcere. "Dicci un po' cosa si prova usare violenza fisica e psicologica su una persona più debole mentre urla e si dispera e mentre voi la riprendete pure?", o ancora "La cosa più preoccupante è che per questi soggetti ciò che hanno fatto è normale, non hanno forse nemmeno ravvisato la gravità dei loro atti. Mi chiedo come sia possibile che esista gente priva delle più elementari basi della convivenza civile. Cosa ha potuto generare simili mostri", si legge nei commenti ad una foto condivisa da uno dei tre ragazzi fermati.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che ha annunciato la decisione del comune di costituirsi parte civile nel processo contro gli aggressori. "È inaccettabile quello che, nei giorni scorsi, è accaduto nella nostra città a una giovane statunitense vittima di violenza sessuale di gruppo – ha scritto il primo cittadino in un lungo post apparso sulla sua pagina Facebook -. Catania condanna fermamente questo disgustoso crimine che oltre ad avere gravemente leso la dignità della ragazza macchia anche la reputazione della Città. Siamo solidali e vicini alla giovane vittima e ho immediatamente dato mandato all'avvocatura comunale per costituirci parte civile nel processo contro gli aggressori. Ringrazio sentitamente magistratura e forze dell'ordine che hanno prontamente assicurato alla giustizia i vili autori del brutale gesto di violenza. Il tema della sicurezza nella città di Catania necessita di un impegno costante delle istituzioni, in ogni sua componente, a garanzia della vivibilità e a tutela dei cittadini".

La vittima, una ragazza statunitense di 19 anni, era arrivata in Sicilia solo 3 mesi fa, dove aveva cominciato a lavorare come baby sitter. La sera del 15 marzo è stata avvicinata da tre ragazzi insieme con un'amica in un bar di via Teatro Massimo. Questi si sono intrattenuti con lei dopo che era rimasta da sola e dopo averle offerto da bere l'hanno convinta a spostarsi in un altro bar della zona. Ma nel tragitto, l'hanno costretta a salire su una delle loro auto. Fermatisi in un luogo appartato vicino piazza Europa, come ricostruiscono le indagini, i tre avrebbero abusato a turno della vittima. E anche ripreso le fasi della violenza con i loro telefonini. Il giorno seguente la ragazza, dopo aver confidato tutto alla mamma e alla sorella, ha trovato il coraggio di denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine.

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