Potrebbe esserci l’ennesimo caso di femminicidio dietro la morte di Fatima Zeeshan, una ragazza di 28 anni trovata senza vita nelle scorse ore all’interno dell’abitazione di famiglia a Versciaco, in Alto Adige. I carabinieri che indagano sull’accaduto hanno deciso di procedere col fermo del marito e convivente della vittima con la pesantissima accusa di omicidio pluriaggravato. La tragedia scoperta nella giornata di ieri , giovedì 30 gennaio, in un appartamento della frazione del comune di San Candido, nella provincia autonoma di Bolzano. La ventottenne, incinta, è stata trovata senza vita da un parente che era andato a cercarla perché non riusciva a contattarla. Sul posto sono intervenuti i soccorsi medici ma ormai per la ragazza era troppo tardi.

La donna, cittadina pakistana, viveva con il suo convivente, un 38enne suo connazionale, che però al momento della tragica scoperta non era in casa. Nell’abitazione non vi erano tracce di sangue ma si sospetta che la donna sia stata soffocata con un cuscino. L'ispezione cadaverica ha consentito di rilevare la presenza sul corpo della vittima di svariate ecchimosi, ritenute compatibili con una aggressione violenta caratterizzata da calci e pugni. È probabile che sia stata soffocata e che vi siano lesioni interne cerebrali. Come rende noto la Procura di Bolzano in una nota, a chiarire la usa di morte sarà l'autopsia che sarà effettuata domani.

Dopo i primi accertamenti investigativi da parte dei carabinieri che indagano sull’accaduto, le attenzioni si sono concentrate proprio sul marito, Mustafa Zeeshan. L’uomo, portato in caserma e interrogato per ore, non ha saputo dare spiegazioni certe su quanto avvenuto e sui suoi spostamenti spingendo gli investigatori a procedere col fermo. Secondo quanto emerso, l'uomo, davanti alle contestazioni degli inquirenti, si sarebbe chiuso in un assoluto silenzio. Contro di lui molteplici testimonianze raccolte tra amici e colleghi di lavoro a cui lui no ha saputo replicare. In base al quadro indiziario i sostituti procuratori hanno proceduto al fermo dell'indagato per il delitto di omicidio pluriaggravato valutando per lui anche il grave e concreto il pericolo di fuga.