Bologna, nascondono sieropositività e trasmettono Hiv alla neonata, mai visitata fino a 6 anni: genitori a processo

Avrebbero nascosto la sieropositività della madre al momento della gravidanza trasmettendo alla neonata l’Hiv e continuando poi ad evitare qualsiasi controllo medico alla piccola e dunque la somministrazione di famarci fino all’età di 6 anni quando la bambina è stata ricoverata in gravi condizioni e in pericolo di vita. Per questo i genitori di una bambina, che oggi ha 9 anni e vive in casa famiglia, sono finiti a processo a Bologna con l’accusa di maltrattamenti aggravati su minore.
Com ricostruisce l'ansa, i fatti hanno inizio nel 2017 quando, stando all’accusa, sia la donna che il compagno avrebbero nascosto a tutti la sieropositività della partoriente impendendo dunque ai medici di mettere in atto le tecniche che oggi sono in grado di impedire il cosiddetto “contagio verticale” da madre a figlia. Hanno fatto nascere la figlia al di fuori delle strutture sanitarie per evitare i controlli e al momento del parto, avvenuto in Spagna, la piccola rimase così contagiata.
I genitori avrebbero continuato a ignorare la malattia senza fare nulla per accertare il contagio né per curare la minore. La vicenda, rimasta così nell’ombra per anni, era emersa solo nel 2023 con l’aggravarsi delle condizioni di salute della piccola.
Solo a quel punto la coppia decise di rivolgersi a un medico in Italia che si accorse subito delle gravissime condizioni della minore che all’età di 6 anni appariva emaciata, con una crescita molto al di sotto della norma e fortemente denutrita. Anche di fronte all’evidenza, però, la coppia avrebbe negato cure e ricovero della minore facendo scattare una segnalazione alle forze dell’ordine. Si è scoperto così che la bimba non era stata mai vaccinata e nemmeno mai visitata da un pediatra con conseguenze gravissime per la sua salute, visto che aveva contratto anche altre gravi infezioni, oltre all'Aids.
La piccola era stata infine ricoverata all’ospedale Maggiore di Bologna dove era arrivata in pericolo di vita prima di essere dimessa dopo oltre un anno di cure e affidata a una casa famiglia. Anche a quel punto però i genitori avrebbero cercato di evitare la somministrazione dei farmaci necessari. Comportamenti che hanno spinto infine la procura a un procedimento penale per maltrattamenti aggravati dall’aver provocato lesioni gravissime.