9 Marzo 2022
09:28

Bologna, in migliaia per lo sciopero globale transfemminista: “No alla guerra, no al patriarcato”

“Un grido altissimo e feroce” ha pervaso le piazze di Bologna per la Giornata internazionale della donna. Migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare per la libertà, la parità dei diritti e contro la guerra. “Il femminismo è una battaglia che dobbiamo combattere insieme”, hanno dichiarato diversi manifestanti, attiviste e attivisti. Lo sciopero indetto dal movimento “Non Una di Meno”.
Bologna, 8 marzo 2022, sciopero globale transfemminista contro la guerra
Bologna, 8 marzo 2022, sciopero globale transfemminista contro la guerra

Migliaia in corteo a Bologna, martedì 8 marzo 2022, e una sola voce: "No alla guerra, No al patriarcato, sì alla libertà di scelta e di autodeterminazione". Il movimento "Non Una di Meno" ha indetto uno sciopero globale femminista e transfemminista in occasione della Giornata internazionale della donna.

Dopo due anni di pandemia, il capoluogo emiliano è sceso nelle piazze per protestare contro il gender gap salariale, il precariato e le discriminazioni delle minoranze e la crisi economica. Nel tredicesimo giorno di conflitto in Ucraina, le attiviste e gli attivisti hanno anche condannato le azioni di guerra commesse dal dittatore russo Vladimir Putin, ma anche la Nato.

"Il nostro sciopero di quest'anno è anche uno sciopero contro la guerra come manifestazione più estrema della violenza patriarcale e razzista", ha dichiarato un'esponente del movimento transfemminista. "Violenza che tutti i giorni si riproduce attraverso i confini, con la gerarchia tra i sessi, tra le razze e tra le classi".

Intervistati da Fanpage.it, diversi manifestanti hanno ribadito che la lotta femminista non riguarda solo le donne, ma tutte le minoranze discriminate, come – tra le altre – la comunità LGBTQ+. "Credo che questa giornata debba farci riflettere su quelli che sono i diritti non soltanto delle donne, ma anche della comunità LGBTQ+", ha dichiarato Fabiola ai nostri microfoni. "Scendiamo in piazza contro ogni forma di sopruso, di abuso, di violenza e contro qualsiasi altra forma di attacco nei confronti della libertà di espressione".

"Le donne scontano sulla loro pelle un abbassamento di tutele e di diritti", ha rincarato Mattia Giannotti, del sindacato USB. "Non è un caso se il 33% di chi lavora in Italia è costituito da lavoratrici povere. Si tratta principalmente di migranti, donne e giovani".

Il corteo è partito alle 18 da Piazza XX settembre, di fronte alla Stazione Centrale di Bologna, per poi giungere intorno alle 21 in Piazza Maggiore. Qui erano iniziate le manifestazioni alle 9 di mattina. Dodici ore di sciopero globale, quindi, per ribadire la necessità di maggiori diritti e tutele per le donne e non solo. Bologna è solo una delle trenta e passa città italiane in cui si sono tenute importanti manifestazioni per la Giornata internazionale della donna.

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