Bimbo morto nel Trevigiano, possibile rigurgito in culla. Legale babysitter: “Pronta a collaborare, famiglie legate”
La babysitter 22enne indagata per la morte del bimbo di un anno a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, è ancora sotto choc, ma disposta a "collaborare con la Procura" per chiarire l'accaduto. Lo racconta il suo avvocato, Giovanni Zato, raggiunto da Fanpage.it.
Il bimbo è stato trovato cianotico e già in difficoltà respiratorie dalla babysitter, studentessa di infermieristica e amica di famiglia del piccolo. Come atto dovuto per consentire di effettuare gli accertamenti, la giovane è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Treviso per omicidio colposo.
In queste ore è stata eseguita l'autopsia sul corpicino e, secondo le prime indiscrezioni, la causa del decesso potrebbe essere imputabile a un rigurgito che avrebbe ostruito le vie aeree.
L'avvocato della babysitter indagata: "È ancora sotto choc"
All'accertamento, oltre al medico legale incaricato dalla Procura, ha assistito anche Antonello Cirnelli, il perito di parte nominato dall'indagata. "È un segno di collaborazione e trasparenza nei confronti dell'indagine", spiega Zato.
Il risultato dell'accertamento sarà consegnato solo tra due mesi, ma le prime indiscrezioni parlano di un possibile rigurgito in culla. "Mi pare coerente con la descrizione degli eventi fornita dalla mia assistita. Era in condizioni compatibili con il modo in cui è stato trovato. Ma siamo all’inizio della ricostruzione – sottolinea il legale – Il deposito della perizia è previsto solo più avanti, e mancano totalmente i risultati degli esami istologici".
La giovane si trovava nella casa di Marocco di Mogliano Veneto quando il bimbo ha iniziato a manifestare difficoltà respiratorie mentre si trovava in culla. La giovane ha quindi chiamato i soccorsi: "È tutto blu", ha raccontato ai giornali.
La 22enne non era un'estranea, si trovava in quella casa a badare al piccolo in virtù del legame esistente tra la sua famiglia e quella della vittima, ribadisce l'avvocato: "Il rapporto tra la ragazza e l'intera famiglia del bimbo, i genitori e i fratelli, è stratificato nel tempo, e non è mancato neppure in questo momento".
E sulle condizioni della giovane conferma lo stato di choc, aggravato proprio da questo rapporto: "Il suo primo pensiero va ai genitori e ai fratelli del bimbo". Ma la posizione della difesa è netta: "Si è trattato di una disgrazia".
La sera della morte del piccolo: non respirava ed era cianotico
Giovedì primo ottobre la 22enne stava badando al piccolo di un anno quando ha notato che non respirava. A quel punto avrebbe praticato delle manovre per aiutarlo a riprendersi e chiamato i soccorsi del Suem, il servizio di emergenza.
Dall'abitazione di Marocco di Mogliano Veneto l'ambulanza ha raggiunto l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove il piccolo è morto. A seguito del decesso è stato aperto il fascicolo d'indagine nel quale è stato iscritto il nome della babysitter, e amica di famiglia.