Bimbi nel bosco, i servizi sociali valutano di vietare anche le videochiamate con la madre: “Li innervosiscono”

"Siamo al paradosso. È necessario ripristinare il rapporto con la madre il più presto possibile". A parlare a Fanpage.it è Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della "famiglia nel bosco".
Nel loro primo rapporto dopo l'allontanamento della madre dalla casa famiglia di Vasto in cui vivevano da novembre, i servizi sociali sono tornati sul rapporto tra Catherine e i suoi bambini, consigliando di diradare le videochiamate tra loro. I bambini infatti sarebbero "innervositi" dopo le videochiamate con la madre, e il loro umore cambierebbe sensibilmente dopo questi momenti, pregiudicando il loro percorso.
Per lo psichiatra che accompagna la coppia anglo-australiana si tratta di un nuovo "fallimento" delle istituzioni che seguono la famiglia: "Le relazioni dell’assistente sociale e dell'educatrice a mio parere dimostrano il loro fallimento, la inadeguatezza nel costruire una autentica relazione di aiuto. Non sono state messe in campo le opportune e necessarie competenze psicologiche, né è stato integrato il percorso con l’aiuto di neuropsichiatria infantile".
Riprendendo l'ordinanza con cui il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila ha allontanato la madre dalla casa famiglia di Vasto, il consulente sottolinea il ritratto molto duro che se ne fa proprio citando i rapporti dei servizi sociali: "La madre viene definita ostile, pericolosa e addirittura accusata di essersi illusa che il percorso di sottrazione dei figli fosse breve".
Nell'ordinanza, i giudici, pur disponendo l'allontanamento della madre dai figli, sottolineano che "vanno in ogni caso assicurati contatti a distanza e incontri sorvegliati tra la madre e i figli". E tra i contatti a distanza rientrerebbero anche le videochiamate contro cui oggi invece puntano il dito i servizi sociali.
Contatti con la madre ridotti ai minimi termini mentre, sempre secondo i giudici, quelli con il padre vanno "intensificati", sia a distanza che in presenza. Proprio questa apertura sembrava dover riportare a breve sotto lo stesso tetto almeno Nathan e i bambini, tanto che l'uomo aveva chiesto al Comune di Palmoli la disponibilità dell'alloggio green che era già stato offerto a novembre dal Sindaco. Una possibilità, quella del ricongiungimento con il padre, che sembrava a portata di mano grazie al ritrovato dialogo con le istituzioni, e oggi appare nuovamente lontano.
I legali della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno presentato ricorso contro l'ordinanza del 6 marzo opponendosi all’allontanamento della madre e al ricollocamento dei figli. Nello stesso testo chiedono anche "la riunificazione della famiglia", conferma Cantelmi.
"Ho proposto che i bambini vengano restituiti ai loro genitori, in un’abitazione idonea, monitorati da una équipe socio sanitaria della Asl – spiega lo psichiatra – Le altre criticità emerse in passato, cioè l’istruzione e la socializzazione, hanno incontrato il parere favorevole da parte dei genitori: sono disponibili a farli partecipare a un doposcuola per socializzare e a garantire una scuola parentale integrata e più efficace. La coppia genitoriale funziona bene insieme".
Ora starà ai giudici decidere se respingere queste richieste, oppure riunificare la famiglia per il tempo degli accertamenti del Tribunale sulla capacità genitoriale. Se questa riunificazione ricomprenderà Birmingham oppure no, però, non è possibile prevederlo.