Bimbi nel bosco, Garante infanzia: “Cibi processati, sedentarietà e schermi fanno male ai tre fratellini”

"Cibi processati, sedentarietà, schermi: quello che fa male a tutti i minori non può fare bene ai tre fratellini, che hanno sempre vissuto in altro modo". Lo ha detto Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza parlando del caso della famiglia nel bosco.
La Garante ha commentato il nuovo parere scritto dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, consulenti del team difensivo di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Secondo i periti di parte, i bimbi starebbero vivendo per la prima volta – e in maniera negativa – il rapporto con cibi industriali e zuccherini, la visione della tv la sera, e la relegazione in spazi chiusi.
Terragni mette in relazione le conclusioni della relazione con l’ultimo, l’EU Age Verification App, presentato ieri dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “Le autorità sanitarie raccomandano pertanto più vita all’aria aperta e una dieta che assicuri un corretto stato nutrizionale".
E aggiunge: "Risultano a maggior ragione incredibili le notizie che arrivano da Palmoli, nella cui casa-famiglia vivono da oltre cinque mesi i tre fratellini ‘del bosco’, separati dai loro genitori. Secondo la recentissima perizia depositata dal professor Tonino Cantelmi e dalla dottoressa Martina Aiello, consulenti della famiglia Trevaillon, i bambini rischiano di ammalarsi di quegli stessi mali che oggi siamo intenti a combattere per salvaguardare la salute di tutti i minori”.
Nella perizia, riporta Terragni, si osserva infatti che “le abitudini precedentemente adottate nel contesto familiare di origine non risultavano oggetto di alcuna contestazione sotto il profilo alimentare, educativo, ludico-ricreativo ed organizzativo, configurandosi invece come espressione di una genitorialità attenta, coerente e virtuosa, profondamente orientata ai bisogni evolutivi, affettivi e salutistici dei minori”.
Oggi invece nel piano alimentare dei tre fratellini sono stati introdotti “alimenti industriali e zuccheri processati, precedentemente assenti dalla dieta dei bambini”, alimenti che vengono ricercati in modo “compulsivo” soprattutto nei momenti emotivamente problematici come dopo le videochiamate con la madre, “possibile modalità di compensazione di stati di malessere affettivo e tensione interna”.
La perizia segnala, inoltre, una “esposizione frequente e prolungata a contenuti audiovisivi” anche con “elementi espliciti e violenti, precedentemente non presenti nella vita dei minori. L’utilizzo della televisione e dei telefonini delle operatrici [+… si accompagna a una marcata riduzione dell’attività fisica e del gioco attivo, con una prevalenza di attività sedentarie”. Il che comporta anche una “compromissione del ritmo sonno-veglia” e disturbi del riposo notturno a configurare “un quadro di disregolazione psicofisiologica (…) fattore di rischio per lo sviluppo di una sintomatologia ansiosa e depressiva”.
“Come più volte detto – conclude la Garante – entrati sani in casa-famiglia, i bambini rischiano di uscirne provati da quegli stessi mali che siamo impegnati quotidianamente a combattere a tutela della salute di tutti i minori. Un quadro paradossale, una riprogrammazione dai tratti orwelliani che aggiunge ulteriori elementi di problematicità a una situazione estremamente preoccupante di cui si auspica la rapida risoluzione con la riunificazione del nucleo, essendo in via di risoluzione le problematiche che hanno condotto all’allontanamento. Purtroppo, il parere contrario a questo esito, espresso in queste ore dalla tutrice e dalla curatrice dei tre minori, non lascia ben sperare”.