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Bimbi del bosco, dai genitori sì a vaccini e maestra: “Tutto per riabbracciarli, ma non rinneghiamo la natura”

Catherine e Nathan nel corso della perizia con la consulente del Tribunale dell’Aquil hanno confermato la volontà di completare i vaccini per riabbracciare i figli. Resta aperto il nodo scuola e istruzione parentale.
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Catherine Birmingham e Nathan Travallion hanno intenzione di completare il ciclo vaccinale dei figli. Questo è uno degli aspetti emersi durante il primo incontro della coppia anglo-australiana con la consulente nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Scopo complessivo della perizia disposta dai giudici è quello di valutare la capacità genitoriale dei genitori della "famiglia nel bosco".

Nodo che invece dovrà essere ancora sciolto del tutto è quello relativo alla scuola, alla quale i tre piccoli della coppia non erano iscritti, in favore invece dell'istruzione parentale. Questo è stato solo il primo di una serie di incontri che si terranno alla presenza della consulente nominata dai giudici, Simona Ceccoli, con i genitori che nel 2020 hanno scelto di abbracciare la vita nella natura e trasferirsi nel bosco di Palmoli con i loro tre bambini.

All'incontro era presente anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, in qualità di consulente nominato dalla difesa della famiglia, gli avvocati Daniela Solinas e Marco Femminella. Il professionista e docente dell'Università Gregoriana all'indomani della sua nomina aveva chiarito a Fanpage.it la disponibilità a collaborare da parte di Catherine e Nathan per poter riottenere i figli, da cui sono stati separati lo scorso novembre per decisione del Tribunale.

"Sì ai vaccini, basta riabbracciarli"

Come riporta il Corriere della Sera, durante la perizia questa intenzione è stata confermata dai due, pur ribadendo la volontà di continuare a vivere nel rispetto della natura. Uno dei temi più importanti affrontati nel corso del colloquio è stato quello relativo alla salute dei piccoli, e soprattutto ai vaccini a cui sono stati sottoposti solo recentemente per volontà del Tribunale lo scorso 15 gennaio.

I piccoli infatti non avevano mai proseguito i cicli vaccinali obbligatori e i giudici dell'Aquila hanno disposto per loro il completamento della procedura medica. Ancora una volta la decisione è maturata allo scopo di "riabbracciare i bambini" al più presto.

La scuola: sì all'insegnante, dubbi sull'inserimento in classe

I Travallion, alla presenza di due interpreti, si sono espressi anche su uno dei temi centrali della vicenda che li riguarda: la scuola. I genitori sembrano aver accettato la possibilità per i piccoli di proseguire con le lezioni, ancora non è chiaro però se accetteranno l'inserimento a scuola. Secondo i servizi sociali che li hanno presi in carico, i bambini non erano in grado di parlare in italiano e non avrebbero conosciuto neanche l'alfabeto.

Per questo è stata attivata per loro la possibilità di iniziare le lezioni con un'insegnante all'interno della casa famiglia di Vasto dove si trovano attualmente. Nella stessa struttura è presente anche la madre, alla quale è stata data la possibilità di vederli ad orari prestabiliti. Il padre invece può avere contatti con i figli due volte a settimana.

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