Bimba trovata morta a Bordighera, il padre che era in carcere: “Sono disperato”. Gli altri figli sono in comunità

Molto probabilmente si terrà giovedì 12 febbraio l'udienza di convalida dell'arresto della donna di Bordighera (Imperia) accusata di omicidio preterintenzionale nei confronti della figlia di due anni. La piccola è stata trovata morta nella mattinata di ieri 9 febbraio in casa. Stando alle prime informazioni, il medico legale aveva trovato segni di violenza sul corpo della bimba tanto che si è proceduto con l'arresto e il medico legale Francesco Ventura, direttore dell'Unità operativa di Medicina legale del San Martino di Genova, presto procederà con l'autopsia. La donna si dichiara innocente: la sua versione dei fatti è che la bimba sia caduta i giorni prima dalle scale di casa, per questo i lividi sul corpo.
Ora si sta cercando di ricostruire passo per passo quanto accaduto. Certo è che la donna ha altri due figli di 10 e 9 anni: il padre di tutti e tre è un uomo che da tempo si trova in carcere e che – da fonti di Fanpage.it – da quando è entrato in cella non ha più visto i figli. Stando a quanto dichiarato sul avvocato il padre dal carcere ha detto: "Sono disperato per quello che è successo. Chiedo soltanto di tutelare al massimo la riservatezza sulla mia famiglia e le mie figlie". Il legale Mario Ventimiglia vedrà per la prima volta il suo assistito domani 11 febbraio in carcere. Intanto, sempre secondo fonti di Fanpage.it, le altre due figlie sono state prima affidate ai nonni paterni il primo giorno dalla tragedia, ma ora sotto la custodia dei servizi sociali e si trovano in una comunità.
Come spiegato Laura Corbetta, l'avvocata dell'arrestata, la donna in carcere non sta bene. Nella sua prima versione agli investigatori di quanto accaduto, ha raccontato che la piccola qualche giorno prima era caduta dalle scale della casa di proprietà del compagno. Scale che ha riferito essere non sicure e anche lei in passato si era fatta male. Ma ha riferito che la piccola dopo la caduta sembrava stesse bene, nonostante i lividi.
Sempre secondo la versione dell'arrestata, nella mattinata di ieri 9 febbraio la donna è uscita di casa lasciando i tre bambini a casa da soli e quando è rientrata si è accorta che la piccola stava male. Da qui ha chiamato l'ambulanza ma per la bimba non c'è stato più nulla da fare. La donna ha raccontato di aver cresciuta da sola le figlie senza l'aiuto di nessuno.
Questa versione però non ha convinto investigatori e inquirenti e per questo si è proceduto con l'arresto e con l'affidamento degli altri bimbi alla comunità. In attesa di giovedì quando ci sarà l'udienza per la convalida. Intanto i carabinieri hanno messo sotto sequestro la casa e proceduto ad analizzare alcuni oggetti. Insomma si sta procedendo con tutti gli accertamenti che il caso richiede. Al momento il medico legale ha precisato che i lividi non sono compatibili con una caduta dalle scale quanto più da colpi volontari. Si continua a indagare in attesa anche dell'autopsia.