Bimba morta a Bordighera, oggi l’autopsia e gli esami a casa dell’amico della madre: tutti i dubbi da sciogliere

Oggi 16 febbraio è il giorno in cui si sveleranno tutti i dubbi sul caso della bimba di due anni trovata morta la mattina del 9 febbraio in una casa a Bordighera, in provincia di Imperia. Indagati per omicidio preterintenzionale sono la madre e un suo amico con cui lei e i suoi tre figli avevano trascorso la notte sempre del 9 febbraio. L'ipotesi degli inquirenti è che la piccola sia morta durante la notte e non nella casa della madre di Bordighera dove la donna con i figli era tornata la mattina e aveva chiamato i soccorsi dicendo che la piccola non respirava.
Oggi si svolgerà l'autopsia nella camera mortuaria di Sanremo e verrà effettuata dal professore Francesco Ventura, direttore di medicina legale del policlinico San Martino. All'esame assisteranno i medici legali nominati dalle parti. Fondamentale quindi è confermare l'orario del decesso: in una prima relazione del medico legale si era parlato della morte tra mezzanotte e le due di mattina. Sul verbale invece dei sanitari del 118 l'orario del decesso – secondo fonti di Fanpage.it – è segnato alle 9.08: avrebbero provato a rianimarla ma senza riuscirci. Ora l'esame autoptico dirà se quando sono arrivati i medici la bimba era già morta da ore oppure no. E anche soprattutto le cause della morte.
Nella stessa giornata i carabinieri del Reparto investigazioni speciali faranno un sopralluogo a casa dell'amico della donna: l'ipotesi degli investigatori infatti è che la bambina sia morta nella casa di Perinaldo e che la madre abbia trasportato a Bordighera la figlia già morta. I carabinieri sono già nella casa. Sarà fondamentale quindi verificare se verrà trovato qualcosa che confermi questa ipotesi.
Intanto l'uomo è indagato a piede libero mentre la donna si trova in carcere. Nell'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari non è stata confermata la convalida ma la misura cautelare in carcere per il rischio di inquinamento delle prove. E anche "tenuto conto sia della gravità del reato commesso che dell'inquietante incapacità di dominare gli impulsi aggressivi".
Gli indagati si dichiarano innocenti. La donna – secondo fonti di Fanpage.it – ha sempre ricostruito i fatti sostenendo che il giovedì prima la piccola era caduta dalle scale di casa sua, da cui la presenza di lividi sul corpo. Poi i due giorni trascorsi a casa dell'amico e il rientro a casa a Bordighera la mattina presto del 9 febbraio per recuperare i grembiuli dei figli più grandi per mandarli a scuola. Ha detto di essersi accorta una volta in casa che la bimba non respirava e che aveva le manine già rigide. Così ha chiamato il 112 e i sanitari del 118 al telefono le avevano detto come procedere il massaggio cardiaco in attesa che arrivassero. Una volta sul posto però i medici si sono accorti che la donna non aveva fatto nulla. Da qui anche i sospetti degli inquirenti. Lei si è difesa dicendo che era nel panico e che aveva gli altri bambini terrorizzati. Parte dei dubbi verranno svelati nell'autopsia di oggi.