Bimba morta a Bordighera, le sorelline in auto con il cadavere. La badante del nonno: “La mamma la picchiava”

Avrebbe picchiato la figlia per anni, anche alla presenza delle altre due bambine. Ora la donna è in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale dopo la morte della figlioletta minore, una bimba di appena 2 anni residente a Bordighera.
Chi conosce la donna parla di maltrattamenti continui. La badante che assisteva il suocero della 43enne in carcere parla di percosse molto frequenti alla piccola. Secondo la donna, la minore aveva lividi in viso già il 30 gennaio. "La mamma era violenta – ha raccontato la badante, in contrasto con quanto riferito dalla 43enne accusata di omicidio preterintenzionale -. Picchiava sempre la bambina".
Secondo gli inquirenti, la bimba era vittima di maltrattamenti da tempo e sarebbe morta a causa delle percosse. I lividi sono stati riscontrati anche dal medico legale che li ha trovati su gambe, braccia, schiena e labbro superiore. Durante l'autopsia ha inoltre riscontrato un trauma cranico che potrebbe aver causato un'emorragia cerebrale fatale.
La piccola sarebbe morta in un casolare di Perinaldo, borgo nell'entroterra di Imperia dove vive il compagno della donna, ed è stata riportata a casa cadavere. Un viaggio di una ventina di chilometri: in auto, oltre al corpicino della bimba, vi erano anche le sorelline più grandi, sentite dai carabinieri alla presenza di uno psicologo. Le piccole dovranno essere ascoltate ancora dopo l'arresto della madre.
Secondo la badante che assiste il suocero della 43enne, inoltre, il padre delle tre bambine, detenuto per altri reati, sapeva quanto accaduto. Sarebbe stato lui a riferire alle due minori che la madre "aveva ammazzato la sorella".
Stando a quanto ricostruito, inoltre, la 43enne avrebbe saputo da subito che la figlioletta era deceduta. Dopo essere rientrata nella sua villetta di Bordighera e aver messo il cadavere nel letto, la donna avrebbe chiamato il 112 parlando di un malore.
La bimba sarebbe morta ben 6 ore prima del ritrovamento. Nessuna caduta accidentale per il medico legale, ma una serie di colpi inferti con oggetti contundenti. La donna avrebbe fornito la versione del malore anche ai nonni materni, che agli investigatori avevano confermato la cosa.
I Ris di Parma ora stanno cercando di capire se nel casolare dove la bimba sarebbe morta vi siano tracce di sangue o materiale organico.