Bimba morta a Bordighera, i dubbi sull’orario della morte: l’ipotesi del decesso a casa dell’amico della madre

Si indaga per capire cosa sia successo alla bimba di 2 anni morta il 9 febbraio a Bordighera, in provincia di Imperia. Lunedì si terrà l'autopsia che svelerà le cause del decesso e smentirà o confermerà una volta per tutte la versione della madre, ovvero che la piccola era caduta dalle scale di casa il 5 febbraio e poi senza accorgersene la situazione si sarebbe aggravata nei giorni successivi. Resta il fatto che la madre della bimba, e di altri due minori di 9 e 10 anni, si trova in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Gli altri due figli sono ora in una comunità. Il padre biologico era in carcere quando è avvenuta la tragedia. Oggi 13 febbraio la svolta: nel registro degli indagati è stato iscritto anche un amico della madre con cui la famiglia aveva passato i due giorni prima. Anche lui dovrà difendersi per l'accusa di omicidio preterintenzionale.
Stando a quanto riferito dalla difesa della donna, le nuove indagini si concentrano sull'uomo perché la prima relazione del medico legale sull'analisi esterna del corpo della piccola avrebbe fissato l'orario del decesso tra mezzanotte e le due del 9 febbraio. La donna con i tre figli aveva passato le due notti prima della tragedia a casa di questo amico, ovvero l'uomo che aveva visto e che stava frequentando (non si sa se tra i due ci fosse una relazione come trapelato in precedenza) da due mesi.
Come riferisce a Fanpage.it l'avvocata Manuela Corbetta, la sua assistita con i tre figli aveva passato i due giorni prima a casa dell'amico, ma in un'ala separata e indipendente. La mattina del 9 febbraio infatti era uscita senza salutarlo: era tornata con i piccoli nella loro casa a Bordighera per recuperare i grembiuli per la scuola. Aveva poi messo nella sua culla la piccola che dormiva e aveva provveduto a vestire gli altri bambini in vista della giornata a scuola.
Poco dopo, quando è andata a riprendere la più piccola, l'ha trovata che non respirava e con le mani già rigide: ha chiamato subito il 118 e le hanno detto di procedere con il massaggio cardiaco che però lei non ha fatto, dicendo che era nel panico. Una volta sul posto i medici hanno provato a rianimare la piccola senza riuscirci. Sulle carte del verbale, i sanitari del 118 hanno segnalato la data del decesso alle 9.08. Cosa significa? Che la giovane vittima quando sono arrivati loro era ancora viva oppure che il decesso è avvenuto nella notte? L'autopsia di lunedì chiarirà il tutto.
Intanto resta il fatto che è scattata l'accusa di omicidio preterintenzionale anche per l'amico della madre. Fondamentale infatti sarà capire con certezza quando, e quindi dove, è morta la piccola. La mamma dopo l'udienza di ieri davanti al gip resta in carcere: i dubbi qui, sempre secondo quanto riferito a Fanpage.it, si concentrano sul fatto che la donna, nonostante fosse stata seguita al telefono del 118, non abbia eseguito le manovre di soccorso spiegate al telefono. E quindi, quando i medici sono arrivati, per la bimba era già troppo tardi.