Batterio la colpisce alla nascita in ospedale e perde l’udito a causa del farmaco: risarcita 10 anni dopo

Ha dovuto attendere oltre dieci anni ma una ragazzina veneta, rimasta parzialmente sorda dopo gravi problemi alla nascita, sarà finalmente risarcita per ordine dei giudici. Dopo una lunga battaglia legale intrapresa dai genitori nel lontano 2016, infatti, nei giorni scorsi la corte di Cassazione ha accolto la loro richiesta condannando Asl e ospedale di Padova al risarcimento del danno che sarà quantificato però successivamente dalla Corte d’Appello.
Come ricostruisce il Corriere del Veneto, tutto era partito da alcuni gravi problemi durante il parto e alla nascita, alla fine del 2012, che avevano richiesto il ricovero della neonata in terapia intensiva neonatale. Proprio durante il ricovero ospedaliero la bimba era stata colpita dai peggiori nemici di ogni paziente: batteri e infezioni.
Come diagnosticato dai medici, la piccola fu colpita prima dallo Stafilococco Capitis, un batterio che può causare infezioni gravi e noto per generare sepsi nei neonati prematuri nelle unità di terapia intensiva neonatale, e poi dall’ancor più grave Klebsiella Pneumoniae, un batterio responsabile di molte polmoniti contratte in ambiente ospedaliero che può avere conseguenze molto gravi se non trattato immediatamente.
Per questo la bimba venne sottoposta a trattamento immediato con antibiotici dagli effetti ototossici, cioè in grado di danneggiare le strutture dell'orecchio interno. Proprio i farmaci necessari per l’infezione le hanno causato un danno permanente: una sordità bilaterale del 30 per cento.
I genitori della piccola decisero quindi di fare causa contro l’ospedale ma sia in primo grado che in appello i giudici hanno rigettato le domande risarcitorie della coppia, stabilendo che il danno era dovuto alle condizioni di fragilità della neonata. La famiglia però è andata avanti e ora la terza sezione civile della Cassazione le ha dato ragione stabilendo che la fragilità era solo una concausa e che per i danni alla minore ha pesato anche la presenza del batterio in ospedale.