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Bambino sordo aggredito in biblioteca insieme al padre: “Gli dava fastidio la sua voce, l’ha sbattuto sul divano”

Raffaele Senese racconta a Fanpage.it l’aggressione nella biblioteca “Santa Croce” di Reggio Emilia lunedì pomeriggio a lui e a suo figlio con problemi di sordità: “Un uomo ha preso mio figlio per i capelli e l’ha sbattuto sul divano. Poi quando sono arrivato io mi ha messo le dita negli occhi”.
A cura di Giorgia Venturini
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Raffaele Senese due giorni dopo l’aggressione
Raffaele Senese due giorni dopo l’aggressione

"Ha prima picchiato mio figlio, poi, quando sono arrivato anche io, ha aggredito anche me". Raffaele Senese racconta quello che è successo nella biblioteca "Santa Croce" di Reggio Emilia lunedì pomeriggio poco dopo le 17. Qui un ragazzo di 13 anni, affetto da sordità e con indosso quindi apparecchi acustici, si è trovato con i suoi amici per fare i compiti e per passare insieme qualche ora. "Mio figlio ha gli apparecchi quindi forse non si è accorto di stare parlando un po' ad alta voce", ha spiegato a Fanpage.it il padre. Eppure questo è bastato per far scattare la violenza di un uomo prima contro il minore e poi contro suo padre arrivato in soccorso.

Un'aggressione improvvisa. L'uomo "ha preso mio figlio per i capelli e l'ha sbattuto sul divano. Mio figlio chiama subito sua mamma e sua mamma ha chiamato me, noi siamo separati", spiega Raffaele Senese che ha detto di essersi subito precipitato lì. Intanto i bibliotecari hanno chiamato i carabinieri. "Sul posto sono arrivato prima dei militari. Ho chiesto cosa era successo, l'aggressore intanto rideva. Poi si è alzato e mi ha preso per la testa, mi ha messo le dita negli occhi e mi ha fatto cadere a terra. Fortunatamente sono arrivati i carabinieri che me lo hanno tolto di dosso perché altrimenti magari sarebbe andata anche peggio". Il tutto avveniva sotto gli occhi del 13enne: "Il suo spavento grande è stato vedere me a terra. Anche perché io ero sanguinante da un occhio".

I carabinieri hanno cercato di calmare l'aggressore ma questo continuava a provocare. Continuava a dirmi: "Se non ti sono bastato, sono ancora qua. Vieni, vieni". Per fortuna i militari lo tenevano. Poco dopo Raffaele e il figlio sono andati in ospedale con la stessa ambulanza. Le loro condizioni non sono gravi ma "domani ritornerò per un altro controllo".

Intanto è scattata una denuncia "ma non so se è stato preso un provvedimento sull'aggressore. La gravità di tutto questo è anche che è successo in un posto dove ci sono giovani e che dovrebbe essere tranquillo". Intanto continuano gli accertamenti e le indagini dei carabinieri che non potranno contare sulle telecamere di video sorveglianza. Ma i testimoni purtroppo di quello che è accaduto non mancano.

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