Bambino sordo aggredito in biblioteca insieme al padre: “Gli dava fastidio la sua voce, l’ha sbattuto sul divano”

"Ha prima picchiato mio figlio, poi, quando sono arrivato anche io, ha aggredito anche me". Raffaele Senese racconta quello che è successo nella biblioteca "Santa Croce" di Reggio Emilia lunedì pomeriggio poco dopo le 17. Qui un ragazzo di 13 anni, affetto da sordità e con indosso quindi apparecchi acustici, si è trovato con i suoi amici per fare i compiti e per passare insieme qualche ora. "Mio figlio ha gli apparecchi quindi forse non si è accorto di stare parlando un po' ad alta voce", ha spiegato a Fanpage.it il padre. Eppure questo è bastato per far scattare la violenza di un uomo prima contro il minore e poi contro suo padre arrivato in soccorso.
Un'aggressione improvvisa. L'uomo "ha preso mio figlio per i capelli e l'ha sbattuto sul divano. Mio figlio chiama subito sua mamma e sua mamma ha chiamato me, noi siamo separati", spiega Raffaele Senese che ha detto di essersi subito precipitato lì. Intanto i bibliotecari hanno chiamato i carabinieri. "Sul posto sono arrivato prima dei militari. Ho chiesto cosa era successo, l'aggressore intanto rideva. Poi si è alzato e mi ha preso per la testa, mi ha messo le dita negli occhi e mi ha fatto cadere a terra. Fortunatamente sono arrivati i carabinieri che me lo hanno tolto di dosso perché altrimenti magari sarebbe andata anche peggio". Il tutto avveniva sotto gli occhi del 13enne: "Il suo spavento grande è stato vedere me a terra. Anche perché io ero sanguinante da un occhio".
I carabinieri hanno cercato di calmare l'aggressore ma questo continuava a provocare. Continuava a dirmi: "Se non ti sono bastato, sono ancora qua. Vieni, vieni". Per fortuna i militari lo tenevano. Poco dopo Raffaele e il figlio sono andati in ospedale con la stessa ambulanza. Le loro condizioni non sono gravi ma "domani ritornerò per un altro controllo".
Intanto è scattata una denuncia "ma non so se è stato preso un provvedimento sull'aggressore. La gravità di tutto questo è anche che è successo in un posto dove ci sono giovani e che dovrebbe essere tranquillo". Intanto continuano gli accertamenti e le indagini dei carabinieri che non potranno contare sulle telecamere di video sorveglianza. Ma i testimoni purtroppo di quello che è accaduto non mancano.