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Bambine spinte a comprare prodotti antirughe dalle influencer, Antitrust avvia istruttoria su Sephora e Benefit

L’Antitrust ha avviato due istruttorie nei confronti di Benefit Cosmetics LLC, Sephora Italia Srl, LVMH Profumi e Cosmetici Italia Srl per aver incentivato l’acquisto di prodotti di skincare e make-up tra i minori, indirizzando campagne pubblicitarie con micro-influencer proprio a bambini e ragazzi.
A cura di Gabriella Mazzeo
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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antitrust ha avviato due istruttorie nei confronti di alcune aziende di cosmetici: la prima è contro Sephora Italia, la seconda riguarda invece Benefit Cosmetics LLC, Sephora Italia Srl, LVMH Profumi e Cosmetici Italia Srl. Le due istruttorie riguardano possibili pratiche commerciali scorrette: secondo l'Autorità, infatti, le società di make-up non avrebbero indicato nel modo corretto che i cosmetici venduti non sono destinati a bambini e adolescenti, favorendone invece l'acquisto attraverso strategie di marketing che coinvolgono giovani micro-influencer.

Le pratiche di marketing avrebbero trovato terreno fertile, secondo l'Antitrust, nel crescente interesse di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni) per i prodotti cosmetici da adulti. I ragazzi, spinti anche dai trend su TikTok e altri social network, avrebbero quindi sviluppato una vera e propria ossessione per la skincare nonostante la minore età che non li renderebbe un target per l'uso (e l'acquisto) di creme e maschere anti-age.

Favorire gli acquisti compulsivi di sieri, maschere e creme avrebbe permesso, secondo l'Antitrust, l'ingigantirsi della cosmeticoressia, ossia l'ossessione per la cura della pelle da parte di minorenni. Alla base dell'istruttoria vi sono l'omissione, anche tramite il web e presso i negozi fisici, di informazioni rilevanti quali avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati o testati su minori. Nel mirino dell'Antitrust in questo senso, vi sono in particolare le linee Sephora Collection e Benefit Cosmetics. L'uso inconsapevole, frequente e combinato di una serie di prodotti da parte di minori, potrebbe avere effetti dannosi sulla loro salute.

Per incentivare la vendita e il consumo (anche spasmodico) di prodotti di make-up, le aziende avrebbero adottato una strategia di marketing particolarmente insidiosa, coinvolgendo le micro-influencer che esorterebbero i giovani all'acquisto di compulsivo di cosmetici senza informarli sugli effetti e sulle indicazioni relative all'età. I funzionari dell'Autorità hanno svolto ispezioni presso le sedi di Sephora Italia S.r.l., LVMH Profumi e Cosmetici Italia S.r.l. e LVMH Italia S.p.A. con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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