Era stato dimesso lo scorso 24 giugno dall'Ospedale dell'Aquila dopo aver tentato il suicidio con gli psicofarmaci. Enrico Marrama, l'uomo di 70 anni che domenica ha ucciso la moglie Maria Pia Reale a coltellate e poi si è tolto la vita, aveva già tentato di ammazzarsi ed era tornato in famiglia da appena quattro giorni, quando ha preso il coltello e ha ucciso la moglie per poi conficcarselo nella pancia.

I fatti sono andati in scena domenica nella casa di via Popedio, nella piazza del paesello in provincia de l'Aquila. Ad allertare i soccorsi con una chiamata al 118, è stato il figlio della coppi, volontario della Croce rossa rientrato da un giro in bicicletta. “Correte correte, mio padre ha ucciso mia madre e ha un coltello piantato nell’addome” ha detto senza fiato al telefono. Immediato l'intervento dei sanitari che ha constatato il decesso della donna e contestualmente ha prestato soccorso al Marrama, che  giaceva con il coltello conficcato nella pancia. È morto poco nell’ospedale di Sulmona, dopo un delicato quanto inutile intervento chirurgico.

Secondo i primi accertamenti Marrama avrebbe aggredito la moglie prima con un corpo contundente e poi con il coltello con il quale poi si è tolto la vita. La lite, stando alle informazioni raccolte dalle testimonianze era scoppiata verosimilmente per per il fatto che l’uomo soffriva di ludopatia. La malattia dell'uomo era alla base dei gravi problemi coniugali con la moglie e al conflitto con i figli.

Un gravissimo campanello d'allarme era scattato già un mese fa, quando il 70enne era stato ritrovato sotto il cavalcavia della A25, poco lontano dal paese, chiuso nella sua auto,  e privo di sensi dopo che aveva tentato di togliersi la vita ingerendo psicofarmaci. Il tempestivo intervento dei soccorsi gli aveva salvato la vita e l'uomo era stato ricoverato nell’ospedale dell’Aquila, dove è stato dimesso lo scorso mercoledì, quando è tornato nella casa di via Popedio. Impossibile il ritorno alla normalità: fin dal primo istante in famiglia si è riacceso il conflitto tra padre e figli e moglie e marito.

Come riporta il quotidiano ‘Rete Abruzzo', a Corfinio i coniugi Reale – Marrama erano conosciuti e stimati. La vittima era un'ex insegnate della scuola primaria in pensione e per anni era stata ‘la maestra' di diverse generazioni. Enrico Marrama, invece, lavorava per la Lafargessi. Gli piaceva scommettere sulle corse dei cavalli. Questo a quanto pare il demone che lo aveva messo contro alla sua stessa famiglia.  È prevista per oggi,  martedì 30 giugno, l’autopsia sul corpo di Maria Pia Reale.