Auto rubate, smontate o restituite con il “cavallo di ritorno”: come agiva la banda fermata a Reggio Calabria

Sette persone sono state condotte in carcere e altre 10 poste agli arresti domiciliari. Facevano tutte parte di una banda sgominata oggi, martedì 20 gennaio, in una vasta operazione dei Carabinieri della compagnia di Reggio Calabria, svolta insieme al personale in supporto del 14 Battaglione Carabinieri Calabria di Vibo Valentia e della Stazione di Senago (MI).
L'ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini prelimianri del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura. Gli indagati devono rispondere a vario titolo dei reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.
L'attività investigativa, portata avanti dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, anche con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria – Catona e sempre sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica, è iniziata nell'ottobre 2024 e si è conclusa nell'aprile scorso.
Durante il corso dell'indagine è stato monitorato il quartiere Arghillà, teatro, negli ultimi anni, di diversi atti criminali. Grazie all'attività degli investigatori è stato ricostruito uno schema operativo ripetuto nel tempo.
Come agiva la banda del quartiere Arghillà
A quanto si è appreso, alcuni degli indagati individuavano e successivamente portavano via dalle vie della città una o più auto di interesse, che venivano immediatamente condotti ad Arghillà. Come ricostruito dal gip, i veicoli rubati venivano rapidamente "cannibalizzati": smontati e i pezzi rivenduti.
In almeno due casi, come emerge dall'ordinanza, grazie all'utilizzo di telecamere, è stato possibile assistere anche a episodi di "cavallo di ritorno", in cui gli indagati hanno costretto i proprietari dei veicoli sottratti a dar loro del denaro per ottenerne la restituzione.
Alcuni indagati sembra adottassero costantemente delle ‘contromisure' per eludere controlli di polizia nel corso delle operazioni di ricettazione, informandosi a vicenda sulla presenza delle forze dell'ordine in vari punti del quartiere o sui controlli subiti dai coindagati.
I reati erano commessi con cadenza praticamente quotidiana, senza interruzioni temporali, e anche durante le festività natalizie, sia in orario notturno che diurno. Alcuni episodi criminosi hanno interessato i veicoli in sosta nei parcheggi di strutture ospedaliere.
Chi sono gli indagati
Complessivamente sono 30 gli indagati nell'operazione ‘Car-Cash‘. La gip Stefania Rachele ha disposto la detenzione cautelare in carcere per Damiano Amato, 47 anni; Franco Amato, 48; Marcello Amato, 34; Romano Amato, 55; Carlo Emanuele Berlingeri, 25 e Antonio Bevilacqua, 19.
A domiciliari invece Silvano Amato, Alfonso Arena, Cosimo Berlingeri, Emanuele Berlingeri, Mario Berlingeri, Alessandro Bevilacqua, Gianluca Bevilacqua, Armando Morello, Alberto Romeo e Luca Romeo.