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Covid 19
28 Novembre 2022
12:38

“Aumentano i contagi, ma la campagna vaccinale è ferma”: la denuncia nei numeri di Gimbe

Nel monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, emerge l’aumento della diffusione del Covid-19. Crescono i nuovi positivi e i letti occupati negli ospedali. Il presidente Cartabellotta segnala: “Inspiegabile che il governo aspetti il 1° dicembre per avviare la comunicazione sulla campagna vaccinale”.
A cura di Luca Pons
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Più positivi, più decessi, più ricoverati. "I dati confermano la diffusa ripresa della circolazione virale" nell'ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo al periodo dal 18 al 24 novembre, come spiega il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta. I nuovi casi sono 229.122 (erano stati 208mila la settimana precedente) e gli attualmente positivi passano da 452.895 a 492.457.  A essere ricoverate con sintomi sono 7.613 persone, 632 in più del periodo precedente, e i posti occupati in terapia intensiva passano da 247 a 250. I decessi passano da 533 a 580 in una settimana, in media 83 al giorno.

I nuovi positivi aumentano in 17 Regioni, particolarmente in Valle D'Aosta (+39,3%), Molise (+29,7%) ed Emilia-Romagna (+27,5%). Fanno eccezione solo Sardegna (-13,4%), Calabria (-6,8%), Umbria (-5,9%) e la provincia autonoma di Trento (-1,6%). Per quanto riguarda le province, l'incremento più alto è a Rimini (+41,9% di casi positivi in una settimana) e il calo più significativo a Oristano (-27,9%). La provincia con l'incidenza più alta, cioè con il maggior numero di positivi per numero di abitanti, è Rovigo: qui si registrano 1.032 nuovi positivi ogni 100mila abitanti.

All'aumento dei casi di positività registrati corrisponde anche un aumento del numero di tamponi: passano a 1.276.986 in una settimana, con un +7% rispetto al periodo precedente. Il tasso di positività dei test effettuati sale sia nel caso dei tamponi molecolari (dal 12,3% al 13,5%) sia in quello dei tamponi antigenici rapidi (dal 18,4% al 18,8%). La circolazione del virus, comunque, "rimane nettamente sottostimata per il largo utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te'", spiega Cartabellotta.

Le terapie intensive, come detto, restano sostanzialmente stabili (3 persone in più ricoverate), mentre salgono i ricoveri nei reparti ordinari. Avevano toccato il minimo l'11 novembre, con 6.347 persone ricoverate, e arrivano il 24 novembre a 7.613. La percentuale di letti occupati da pazienti Covid in terapia intensiva è del 2,5%, mentre nelle altre aree è del 12% (con il picco in Umbria, 31,3%, quasi un posto letto su 3).

I nuovi vaccinati scendono da 1.301 a 1.040 nella settimana. Un quinto (19,3%) sono nella fascia tra i 5 e gli 11 anni di età. Calano, invece, le vaccinazioni tra gli over 50, che sono più a rischio di malattia grave: sono 438, il 15,4% in meno della settimana precedente. Restano poco più di 6 milioni (6,09) le persone non vaccinate e che potrebbero vaccinarsi.

La copertura della terza dose è all'84,6% della platea di tutte le persone che possono riceverla, anche se 7,36 milioni di persone che potrebbero farla non l'hanno ricevuta. Di queste, 5,48 milioni potrebbero farla immediatamente, mentre 1,88 milioni non possono farla al momento perché sono guarite da meno di 120 giorni.

La copertura, invece, è bassa per quel che riguarda la quarta dose, consigliata soprattutto ad anziani e fragili. La platea che potrebbe riceverla è di 19,1 milioni di persone. Al 25 novembre, secondo Gimbe, sono state distribuite poco meno di 5 milioni di dosi. Nella settimana 18-24 novembre sono state 23.666 al giorno, un rallentamento rispetto alla settimana precedente.

"A fronte di un virus che rialza la testa, continuano a scendere le somministrazioni delle quarte dosi per anziani e fragili, lasciando scoperte quasi tre persone su quattro", commenta Nino Cartabellotta. La copertura della quarta dose, infatti, è appena al 25,9% della platea, con un picco in Piemonte (39,1%) e il dato più basso in Calabria (11,8%). "In questo contesto risulta inspiegabile la scelta del Ministero della Salute di attendere sino al 1°dicembre per avviare il piano comunicativo sulla campagna vaccinale", conclude Cartabellotta.

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