La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha respinto il ricorso di Antonio Logli, per dimostrare la sua innocenza nell’omicidio della moglie Roberta Ragusa. L'uomo  sosteneva che, nel corso dei tre gradi di giudizio fossero stati ignorati i documenti a suo favore e fosse quindi stato violato il diritto a una giusta difesa. Ma per i giudici europei il processo è stato equo e non ha leso, né compresso i diritti della difesa. Logli è stato condannato a vent'anni di carcere per l'omicidio della moglie, uccisa il 13 gennaio 2012 (il corpo della donna non è mai stato ritrovato, così la scomparsa si è trasformata in uxoricidio con il timbro finale della Cassazione). Logli è stato ritenuto colpevole di omicidio e occultamento di cadavere. Ora i legali potrebbero optare per la strada della revisione del procedimento penale, qualora emergano nuove prove della sua innocenza.

L'Europa ha bocciato il ricorso di Antonio Logli

A sua difesa, Logli aveva messo in evidenza che gli inquirenti della Procura e poi i giudici che si erano pronunciati in triplice concordanza sulla sua colpevolezza, non avrebbero approfondito gli spunti offerti dai testimoni convinti di aver visto Roberta Ragusa dopo la notte della scomparsa della donna. Ma il Tribunale internazionale con sede a Strasburgo ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. Non c’è stato alcun giudizio nel merito sulle presunte violazioni processuali denunciate da Logli. Il pronunciamento della Corte è definitivo e non è possibile richiedere la riapertura del fascicolo o proporre una nuova istanza. Nel frattempo un altro colpo di scena arriva dal pool difensivo dello stesso Logli: l'uomo ha di nuovo cambiato legale, all'avvocato Ciro Simone Giordano del foro di Milano succede l'avvocato Laura Razetto del foro di Genova. Si tratta del quarto cambio di legale per Logli.