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L'omicidio Meredith Kercher

Amanda Knox piange per Meredith Kercher. In aula grida la sua innocenza

Amanda Knox piange per Meredith Kercher. In aula torna a ribadire la sua innocenza e tra le lacrime si rivolge alla famiglia di Mez.
A cura di danila mancini
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Amanda Knox davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Perugia
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"Alla famiglia e ai cari di Meredith voglio dire che mi dispiace molto che Meredith non c'è più. Non posso sapere come vi sentite ma anche io ho delle sorelle piccole e l'idea della loro sofferenza mi terrorizza. E' incomprensibile, inaccettabile quello che state subendo e ciò che Meredith ha subito. Mi dispiace che vi è successo tutto questo, anch'io la ricordo e il mio cuore è spezzato per tutti voi. Meredith era gentile e intelligente, sempre disponibile. Sono onorata di averla conosciuta", così esordisce Amanda Knox davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Perugia. E' una dichiarazione spontanea, nella quale la studentessa di Seattle ha ribadito, per l'ennesima volta, la sua innocenza e quella dell'ex fidanzato Raffaele Sollecito. Con la voce rotta dal pianto, ha voluto anche ricordare il legame affettivo che aveva con Meredith, sottolineando commossa che non è stata compiuta alcuna giustizia condannandoli al carcere.

Tutto è iniziato la notte del 1° novembre 2007, quando è stato rinvenuto il corpo di Meredith Kercher in un'abitazione di via della Pergola a Perugia. La ricostruzione del fatto, elaborata dagli inquirenti, ha portato ad indicare in Amanda e Raffaele, all'epoca fidanzati, gli assassini di Meredith con la complicità di Rudy Hermann Guede. Sono stati condannati rispettivamente a 26, 25 e 16 anni di reclusione secondo le accuse di omicidio, violenza sessuale e furto.

Proprio questo mattina è ripreso a Perugia il processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox. Quest'ultima, nella sua dichiarazione spontanea, non solo ha ribadito la loro innocenza ma ha persino rivolto parole d'affetto alla famiglia Kercher. Inoltre, ha parlato anche anche a  Patrick Lumumba, coinvolto nelle indagini a causa delle sue stesse dichiarazioni: "Mi dispiace, mi dispiace molto, perche? non volevo farti torto. Sono stata molto ingenua e per niente coraggiosa perche? avrei dovuto sopportare le pressioni che mi hanno spinto a farti male. Non volevo contribuire a quello che hai sofferto".

"Io non sono la persona che l'accusa insiste che sia. Per niente. Non ho mai rispecchiato l'immagine che ha dipinto l'accusa. Come avrei potuto essere capace di una tale violenza che ha subito Meredith?" ha aggiunto la Knox. La famiglia Kercher non era presenta in aula, stanno seguendo i risvolti del processo dall'Inghilterra. Ma ha parlato per loro l'avvocato rancesco Maresca, uno dei legali di parte civile, che ha dichiarato: "Sono scuse assolutamente tardive, del tutto inopportune e prive di contenuto. Arrivano dopo che negli ultimi giorni il padre di Mez, in una delle pochissime dichiarazioni, aveva specificato di non avere sentito nessuno che si ricordasse della figlia. Non voglio fare polemica e per questo mi sono doverosamente allontanato dall'aula mentre venivano fatte".

Le lacrime di Amanda, la voce rotta dal pianto, il tono commosso delle sue parole non bastano come prova di innocenza.

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