L'uomo che vedete in foto sulla destra si chiama Alan Tripp ha 102 anni e ha pubblicato il suo primo album musicale. Scrive i testi. Scrive poesie da sempre ma ha dovuto aspettare di superare il secolo di vita per avere successo: il suo album  "Senior Song Book" è andato esaurito in pochi giorni e negli USA anche la stampa e le televisioni si stanno occupando di lui.

Quello a sinistra, più alto, è Marvin Weisbord, scrive musica sui testi di Alan e in confronto è un ragazzino: ha 88 anni.

La loro carriera musicale è iniziata con Alan che ha regalato a Marvin una poesia sulla vecchiaia che aveva composto per il suo 100esimo compleanno. I due sono compagni di stanza in una casa di riposo in Pennsylvania dove risiedono. Marvin ha apprezzato talmente tanto quella poesia che ha deciso di metterla in musica e da lì hanno continuato a scrivere e comporre altro finendo per avere abbastanza materiale per un repertorio jazz che riflettesse sulla terza età. I due non avevano nessuna esperienza musicale precedente. Solo sogni. È iniziato un progetto discografico che ha coinvolto produttori e musicisti. “Abbiamo collaborato anche con gente più giovani di noi”, racconta Alan con una punta di spensierata ironia. Per forza, viene da rispondere.

Il claim dell'album è “musica come nel 1940 per parole del 2020”: un ponte lungo 80 anni, se ci pensate. Una vita intera, appunto. Un album lunghissimo. Dentro si parla d'amore, degli alti e bassi dell'invecchiamento e di baci non dati anche se «so che dovrei baciarti, ma il bambino non è un problema, solo che non ricordo il tuo nome».

Finché riesci a coltivare un progetto, inseguire un sogno, coltivare un sorriso, continui a essere vivo. Esaudire un desiderio a 102 anni significa non avere mai rallentato la propria rincorsa. Forse davvero è la vitalità a tenerci in vita. Forse davvero dovremmo imporci il dovere di dettare noi i tempi e i modi, senza subirli, come avviene componendo una canzone.

“Quando stai facendo qualcosa che ti dà gioia e soddisfazione, non invecchi. Ritirati per qualcosa, non da qualcosa”, racconta Alan. Ed è un consiglio che vale per tutti, se ci pensate, vale sempre, per tutte le età.