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Luca Attanasio, l'ambasciatore ucciso in Congo
24 Febbraio 2021
19:06

Agguato Congo, l’autopsia: Attanasio e Iacovacci uccisi durante scontro a fuoco, non fu esecuzione

Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci non sono stati uccisi durante un’esecuzione sommaria: l’ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo e il carabiniere che lo scortava sono morti a causa di un conflitto a fuoco nel corso di un tentativo di sequestro. A rivelarlo i primi riscontri dell’autopsia effettuata oggi.
A cura di Davide Falcioni
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Luca Attanasio, l'ambasciatore ucciso in Congo

Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci non sono stati uccisi durante un'esecuzione sommaria: l'ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo e il carabiniere che lo scortava sono invece morti a causa di un conflitto a fuoco nel corso di un tentativo di sequestro terminato in tragedia. Il dato emerge dai primi risultati dell'autopsia disposta dalla Procura di Roma ed effettuata oggi presso il Policlinico Gemelli. Stando a quanto emerso nel corso dell'esame sono stati in totale quattro i colpi che hanno ucciso i due italiani, ognuno dei quali è stato raggiunto da due proiettili che hanno attraversato i corpi da sinistra a destra.

Cosa sappiamo della morte di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

L'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci erano in viaggio con un gruppo di altre 5 persone facente parte del World Food Program lungo la strada che da Goma conduce a Rutshuru. Il convoglio è stato sorpreso nel villaggio di Kanya Mahoro, a 25 chilometri da Goma, da un gruppo di uomini armati che in un primo momento avrebbe lasciato delle pietre sulla strada, in modo da rallentare le vetture. Stando a quanto affermato dal ministro Luigi Di Maio, Attanasio e Iacovacci viaggiavano a bordo di due fuoristrada blindati senza nessuna scorta armata, visto che stavano attraversando una zona considerata a rischio moderato.

Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci prima della partenza del convoglio
Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci prima della partenza del convoglio

Intorno alle 10.15 del 22 febbraio il convoglio è stato fermato dal gruppo di assalitori, sei uomini muniti di armi leggere, che hanno costretto tutti a scendere dall'auto per sequestrarli dopo aver sparato a uno degli autisti, Mustapha Milambo. A quel punto, sotto minaccia delle armi, gli altri sono stati costretti a seguire i sequestratori nella foresta circostante. Il rumore degli spari avrebbe allertato i ranger, che in breve si sono avvicinati al gruppo di rapitori: a quel punto sarebbe cominciato un conflitto a fuoco durante il quali sono stati feriti Iacovacci e Attanasio. Il carabiniere è stato costretto a seguire il gruppo per circa un chilometro mentre Attanasio è stato abbandonato sul posto per poi essere trasportato in ospedale Monusco di Goma, dove è morto per le ferite riportate.

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