Addio a Sara e Antonella, mamma e figlia morte per sospetta intossicazione: Pietracatella in lacrime

Palloncini bianchi e rossi si sono innalzati nel cielo invernale di Pietracatella, accompagnati dalle note di ‘Forever Young', mentre i feretri di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi lasciavano il santuario di Santa Maria di Costantinopoli. Mamma e figlia, strappate alla vita da una sospetta intossicazione alimentare, hanno ricevuto l’ultimo saluto di un’intera comunità profondamente scossa.
All’esterno della chiesa, decine di ragazzi e ragazze hanno salutato la loro compagna di scuola con lacrime e abbracci alla bara. Manifesti e striscioni, collage di fotografie e ricordi, ricordavano i sorrisi, i viaggi e i momenti spensierati di Sara: “Il nostro vulcano che mai si spegnerà”, recitava uno di essi. “Saretta, con il tuo sorriso perfetto vivi ancora in noi, non solo nei ricordi ma nel cuore”, scrivevano gli amici del Liceo Classico di Campobasso.
Nella sua omelia, l’arcivescovo di Campobasso-Bojano Biagio Colaianni ha cercato parole di conforto: “La fede non chiarisce tutto, non elimina i dubbi, ma consola e sostiene. Dio non abbandona i suoi figli. Chiediamo consolazione per i familiari di Sara e Antonella”. Ha ricordato come la morte resti “una ferita indelebile” e sottolineato che, attraverso la fede, le due donne continuano a vivere spiritualmente accanto a chi le ha amate.
All’interno e all’esterno della chiesa, centinaia di persone hanno seguito la funzione in un silenzio rispettoso. Per garantire ordine e sicurezza, alcune vie del centro sono state chiuse e presidiate dalle forze dell’ordine. Tra la folla, amici, compagni di scuola, vicini e amministratori locali hanno preso parte a un addio condiviso, fatto di lacrime, silenzi e sospiri.

Il parroco don Stefano Fracassi e il sindaco Antonio Tomassone hanno ricordato la presenza di Sara e Antonella nella vita del paese: “Da ora in poi, a Natale, Pietracatella avrà due stelle in cielo”, ha detto il sindaco, la voce incrinata dall’emozione. All’uscita dei feretri, nessun applauso, solo il pianto dei giovani amici e la stretta vicinanza della famiglia: Gianni Di Vita, padre e marito, dimesso qualche giorno fa, e la figlia maggiore Alice hanno seguito i carri funebri mano nella mano, sostenendosi l’un l’altro.
Sara, 15 anni, e Antonella, 50, erano morte a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre, dopo un improvviso malore. La Procura di Campobasso indaga su una sospetta tossinfezione alimentare: al momento non ci sono cause certe, e l’autopsia eseguita il 31 dicembre non ha chiarito i motivi del decesso. Sono stati esclusi funghi velenosi o contaminazioni da veleno per topi, ma la tossina responsabile non è ancora stata individuata.
Gli inquirenti, coordinati dalla Squadra Mobile, lavorano in collaborazione con il Centro Antiveleni dell’Istituto Maugeri di Pavia. Sono state acquisite tutte le cartelle cliniche dei precedenti accessi ospedalieri e ascoltati Gianni Di Vita e la figlia Alice, che non ha manifestato sintomi. Per gli investigatori il giorno chiave resta il 23 dicembre, quando Alice non era in casa. Nei prossimi giorni si attendono i risultati delle analisi sui cibi sequestrati e il parere dei consulenti scientifici, nella speranza di dare risposte almeno parziali a questa tragedia.