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29 Novembre 2019
07:35

“Ad Auschwitz c’erano piscina e cinema”. Parla la donna che voleva fondare un partito nazista

Antonella Pavin, 48 anni, ha dichiarato: “Sono una fan di Hitler, e allora? Penso che gli ebrei siano la rovina del mondo, è un reato?”. Oltre a lei un’altra donna, Francesca Rizzi, soprannominata Miss Hitler, non nascondeva il suo antisemitismo: “Questi subumani devono sparire dalla faccia della terra. Con i forni ci vorrebbe troppo tempo” .
A cura di Davide Falcioni
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"Mis Hitler" Francesca Rizzi
"Mis Hitler" Francesca Rizzi

Capelli biondissimi tinti, una croce celtica tatuata su una spalla e un'aquila sulla schiena con tanto di svastica. Tra le persone impegnate nel tentativo di costituire un partito neonazista in Italia c'era anche  lei, Francesca Rizzi, una 26enne di Pozzo D’Adda, in provincia di Milano, soprannominata Miss Hitler, "titolo" conquistato partecipando a un fantomatico concorso di bellezza nel cosiddetto deep web. Da tempo la Digos aveva iniziato a tenerla sotto osservazione a causa soprattutto della sua ossessione per gli ebrei alimentata leggendo testi antisemiti ma prevalentemente fomentandosi nei dialoghi con i suoi "camerati" e con deliranti post sui social network. “Questi subumani devono sparire dalla faccia della terra. Con i forni ci vorrebbe troppo tempo” scriveva sul suo account FraFrafrafra Francesca Rizzi nei post contro Liliana Segre e Laura Boldrini.

La giovane mamma trascorreva gran parte del suo tempo a commentare con livore la cronaca e la politica sui social network, con un particolare astio verso i personaggi più impegnati nel contrasto al neofascismo, facendo affermazioni contro ebrei e migranti. Viveva grazie all'appoggio dei famigliari e faceva lavori saltuari. Negli ambienti neonazi aveva cominciato ad avere una certa notorietà dopo aver preso la parola a un convegno di area a Lisbona organizzato per realizzare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione nazionalsocialista di Portogallo, Italia, Francia e Spagna. A quel summit la Rizzi prese parte come rappresentante di Autonomia Nazionalista e secondo i racconti aveva fatto un intervento chiaramente antisemita.

"L'Olocausto? Una fandonia. Sono una fan di Hitler"

Oltre a lei nell'inchiesta coordinata dalla Procura di Caltanissetta sul tentativo di organizzare un partito nazista in Italia c'è un'altra donna: Antonella Pavin, 48 anni, residente in provincia di Padova. Intervistata da Repubblica ha rivendicato le sue idee di estrema destra: "Sono una fan di Hitler, e allora? Penso che gli ebrei siano la rovina del mondo, è un reato?”. Al cronista che le fa presente che inneggiare a Hitler o invocare lo sterminio rappresenta un reato, la donna replica: “I sionisti comandano il mondo, guidano le banche, decidono sulle politiche dell’immigrazione. Sono la rovina dell’umanità. L’Olocausto è una fandonia. Ad Auschwitz c’erano piscina, teatro, cinema. Non è andata come la raccontano”.

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