Da San Francesco a Ziggy Stardust, alias David Bowie, fino alla Divina Marchesa Luisa Casati Stampa e alla regina Elisabetta I Tudor: un santo, una star del glam rock, una mecenate di fine ‘800 definita "opera d'arte vivente" e una regina. Più che personaggi icone, simboli che fin ora Achille Lauro ha portato sul palco di Sanremo 2020, indossando i costumi Gucci appositamente creati per il Festival, realizzati da Alessandro Michele stilista del marchio, per mostrare un viaggio ribelle di stile, un percorso verso la liberazioni delle convenzioni. Un viaggio anticonformista in cui Lauro si affida ad altri per mostrare il suo bisogno di scappare dalle convenzioni: lui che ama giocare con i look androgini, che sul palco non sale senza smalto e trucco sul volto e all'occorrenza bacia il suo fedele Boss Doms che da sempre lo accompagna nelle sue esibizioni musicali.

Nella prima puntata di Sanremo Achille Lauro è salito sul palco con lungo mantello, da cui si è liberato per rivelare la presenza di una tutina aderente ricoperta di cristalli, per rappresentare la scena di un quadro attribuito a Giotto in cui viene raffigurato il momento simbolico in cui San Francesco si spoglia dai suoi beni per sposare la povertà e iniziare una nuova vita, una rivoluzione dunque di un uomo che dice addio alle regole imposte per scegliere in maniera libera il proprio percorso di vita. Poi è stata la volta in cui sul palco della terza serata di Sanremo è apparso Ziggy Stardust, alias David Bowie, di raso verde smeraldo vestito, con tanto di trucco pesante sugli occhi e cravatta arcobaleno. Nella quarta serata, il look più vistoso e originale, quello con grosso copricapo di piume, scelto per rappresentare sul palco la Marchesa Casati Stampa.

Achille Lauro nella finale di Sanremo 2020
in foto: Achille Lauro nella finale di Sanremo 2020

Ora un nuovo cambio, sul palco della finale di Sanremo 2020 appare Elisabetta I Tudor, regina d'Inghilterra e d'Irlanda. Lo aveva annunciato mostrando sui social il disegno di una corona, un'icona che seguiva quella di un lupo, che simboleggia San Francesco, di un fulmine, per David Bowie, e di due maschere, per la Marchesa Casati Stampa. Perché Achille Lauro ha scelto proprio la regina Elisabetta I di Tudor? Perché fu a suo modo rivoluzionaria, non si sposò mai, fu definita la regina vergine, sposata solo con il suo Paese. Paese che difese fino alla fine dei suoi giorni e che riuscì a rendere grande anche grazie al suo essere incline e sensibile alle arti. William Shakespeare, Christopher Marlowe, Ben Jonson, Edmund Spenser, Francis Bacon sono solo alcuni dei grandi nomi della cultura inglese che divennero celebri durante gli anni del suo regno.

"Elisabetta I Tudor, vergine sposa della patria, del popolo, dell’arte e difensore della libertà. Che Dio ci benedica": così Achille Lauro presenta ai fan su Instagram il nuovo personaggio libero per la finale di Sanremo 2020. Una regina sale dunque sul palco, una donna che ha difeso la libertà sua e del suo popolo. Fiorello al cantante sul palco dice: "sei talmente avanti che sei già a lunedì". Ed è proprio così, Achille è avanti e a Sanremo continua a fregarsene dell'etichetta da palco e arriva con indosso un abito disegnato da Alessandro Michele, stilista di Gucci, un vestito con gonna tonda e strutturata e con gorgiera intorno al collo. Elementi di cui Lauro si libera durante la performance per restare con indosso una camicia trasparente in chiffon rosa dal lungo strascico e pantaloni a zampa dal mood anni '70, sotto cui spuntano stivaletti in vernice rosso fuoco. Il volto incrostato di perle applicate come fossero una cornice preziosa, in testa una parrucca rossa proprio come quella della regina Elisabetta I.

Donna di polso, decisa e iper moderna rispetto ai suoi tempi, Elisabetta I è stata una donna capace di tener testa agli uomini, di essere libera in una società iper maschilista, di fregarsene delle convenzioni e andare avanti per la propria strada e questo l'ha portata ad essere ricordata come una delle donne che ha contribuito a rendere grande il suo Paese. Achille Lauro spiega perché ha deciso di chiudere il suo viaggio libero con questa icona del passato:

Sono stato molto colpito dalla sua indipendenza, di cui aveva fatto un vero e proprio baluardo. Mi è parso il personaggio più adatto per chiudere la serie di performance con cui, in queste sere, ho unito personaggi che in modi diversi mi hanno ispirato attraverso modalità altrettanto differenti di esprimere e vivere la libertà. Elisabetta I è riuscita a fregarsene, a tener testa agli uomini con cui si confrontava: lo faceva anche attraverso il suo aspetto, indossando abiti larghi sulle spalle, per rendere la propria fisicità imponente quanto la propria personalità e per non essere mai inferiore ai propri interlocutori maschili.

Alessandro Michele, stilista di Gucci, ha così parlato del viaggio di stile pensato per Lauro e della collaborazione con il cantante protagonista di Sanremo 2020:

Lauro è una persona dotata di una grandissima sensibilità e creatività, e con un grado di libertà che mi attrae molto. Avevamo già collaborato prima di questa straordinaria esperienza e mi aveva da subito affascinato per la sua grande personalità. Collaborare con lui per Sanremo è stata una conseguenza naturale. È stato davvero bello lavorare insieme a Lauro, al suo e al mio team su questo progetto, perché è bello lavorare con persone libere, che volano alto e che portano avanti un messaggio forte rispetto ad argomenti importanti.

"Prendete la vostra vita e fatene uno spettacolo teatrale" questo il motto di Achille Lauro che forse spiega le scelte di stile fatte quest'anno a Sanremo, scelte non accolte con favore da tutti, Lauro è stato infatti fischiato durante l'esibizione della quarta serata. Ma lo sappiamo bene, il cantante se ne frega e prosegue il suo viaggio iconico, il suo viaggio di libera espressione aiutato dal suo personal stylist Nick Cerioni che in un'intervista a Fanpage.it aveva anticipato che il primo look era solo la punta dell'iceberg. Viva dunque Lauro, vero protagonista di questo Festival, che in un modo o nell'altro è riuscito a essere protagonista, raccontando una storia personale eppure così universale, una storia che racconta il bisogno di essere diversi, il bisogno di essere se stessi sempre e comunque.