Don Emanuele Dondoli, il parroco accusato di aver abusato di una 19enne con disturbi della personalità mentre era titolare di una parrocchia nel Mugello, in provincia di Firenze, è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. In base alle indagini, coordinate dalla procura fiorentina, i fatti contestati al sacerdote risalirebbero al periodo che va da marzo a giugno 2018. Don Dondoli, difeso dagli avvocati Francesco Stefani e Fabio Generini, avrebbe abusato della ragazza, che tra l'altro all'epoca sarebbe stata convinta di essere posseduta dal ‘demonio'. Per l'accusa lui le avrebbe impartito ‘benedizioni risolutive per il malessere' compiendo in realtà abusi sessuali in sagrestia.

Più nel dettaglio la giovane aveva denunciato di essersi rivolta a Dondoli in un periodo di difficoltà, tra marzo e giugno del 2018: al sacerdote la ragazza aveva chiesto aiuto spirituale e – secondo quanto riconosciuto anche dai giudici – lui ne avrebbe approfittato. Con la scusante di una benedizione il prete l'avrebbe fatta spogliare, stendere su un lettino della sagrestia e dopo averla coperta di un unguento avrebbe successivamente abusato della giovane. La ragazza, secondo quanto emerso dalla perizia psichiatrica, al momento dell'atto sessuale non sarebbe stata in grado di esprimere un consenso o dissenso, quindi si sarebbe trattato di una violenza sessuale vera e propria. A sostenere la tesi della ragazza alcune foto scattate dal prete durante le fase dell'abuso che sono state rinvenute negli scorsi mesi nel telefono del parroco a seguito di una perquisizione della polizia.