Una ripicca e non un gesto di odio razziale quello avvenuto ai danni dell'ex ministro ed europarlamentare del Pd, Cecile Kyenge: nella notte tra venerdì e sabato un vicino si è introdotto  nel suo giardino e ha imbrattate le pareti della sua abitazione nel modenese con escrementi animali. Come oggi riporta l'edizione locale e nazionale de ‘Il Resto del Carlino", proprio l'autore del gesto, un residente di Gaggio di Castelfranco, dove ha casa l'ex ministro dell'Integrazione, ha ammesso di essere l'autore della bravata. "Non si è trattato di atto xenofobo – rivela in condizione di anonimità al quotidiano – ma di un gesto di esasperazione verso un atteggiamento incivile. Me ne scuso, ma certe volte quando sale la rabbia cedi a reazioni spropositate. Perché l'ho fatto? Semplice: suo marito non raccoglie mai le deiezioni del loro cane di grossa taglia e all'ennesimo episodio non ci ho visto più dalla rabbia, ho rimosso le feci e le ho gettate nel giardino".

La notizia era stata anticipata dal segretario provinciale del Pd della città emiliana, Davide Fava, che aveva espresso solidarietà all'ex ministro dell'Integrazione nel Governo Letta, attribuendo il gesto alla matrice razzista. "Desidero innanzitutto esprimere, a nome di tutto il partito modenese e mio personale, solidarietà e vicinanza alla nostra europarlamentare Cècile Kyenge – osserva Fava – "ignoti, nella notte, si sono introdotti nel cortile della sua abitazione vandalizzandone le pareti. Si tratta chiaramente di un gesto intimidatorio nei confronti del lavoro di Cècile e di disprezzo dei valori di integrazione e inclusione che, prima come ministro e ora come europarlamentare, continua a difendere con convinzione e capacità". Lo stesso avevano fatto Pina Picierno e Piero Fassino, eletto nel collegio di Modena e Ferrara, "ogni atto razzista indica la miseria umana e l'abisso morale di chi lo compie. Piena solidarietà e vicinanza per Cécile Kyenge vittima di atti vandalici per il suo impegno a favore della convivenza e della integrazione multiculturale".