Dopo la strage alle moschee in Nuova Zelanda costata la vita ad almeno 50 persone la premier Jacinda Ardern ha reso noto che entro 10 giorni sarà annunciata la riforma della legge sulla vendita delle armi. Inoltre la premier neozelandese ha annunciato un'inchiesta sui servizi di intelligence. Brenton Tarrant, il ventottenne suprematista bianco australiano autore della strage di Christchurch, non era infatti mai stato schedato. Il timore è che gli 007 fossero eccessivamente concentrati sulla comunità musulmana nel rilevare e prevenire rischi per la sicurezza. Nel frattempo Brenton Tarrant – a riportarlo è il New Zealand Herald – ha licenziato il suo avvocato: avrebbe intenzione di difendersi da solo davanti ai giudici. I media sottolineano che ciò suscita il timore che il killer possa cercare di trasformare il processo in uno strumento per la propaganda suprematista. Richard Peters, l'avvocato d'ufficio che ha difeso Tarrant nella sua prima apparizione davanti ai giudici, ha detto che Tarrant gli è parso lucido e non mentalmente instabile, sebbene abbia convinzioni estremiste. Riguardo la strage alle moschee, il commissario di polizia Mike Bush ha detto che il killer ha agito da solo ma potrebbe avere avuto dei complici o comunque un supporto di altre persone.

Le minacce dell’Isis dopo la strage in Nuova Zelanda – Intanto dall'Isis e dall'intera galassia jihadista arriva la promessa della vendetta contro i “crociati”. Dopo il massacro di Christchurch trasmesso in diretta in un messaggio del 15 marzo condiviso su Telegram gruppi affiliati ad Al Qaida parlano di quanto accaduto in Nuova Zelanda come di “guerra dei crociati” contro i musulmani e promettono di rispondere con il “linguaggio del sangue”. Sul canale Telegram filo Isis Al-Asyaf Al Baghdadi è stato lanciato un appello “a versare il sangue dei crociati”, mentre altri siti citati dal Site incitano ad attaccare le chiese in segno di reciprocità.