Notte tranquilla per l'equipaggio della nave Aquarius. Ieri sera, intorno alle 21, il natante è partito verso la Spagna. Ci vorranno quattro giorni di navigazione prima di raggiungere la costa spagnola. Ieri sera Medici Senza Frontiere ha fatto sapere che la nave dell'Ong Sos Mediterranee ha lasciato alle 21 la posizione dove si trovava da due giorni, cioè il luogo a 27 miglia a nord di Malta e 35 a sud della Sicilia, ed è partita in direzione di Valencia accompagnata da due navi italiane, una della Guardia costiera e una della Marina militare. Il coordinamento del trasferimento fino a Valencia è in carico a nave Dattilo della Guardia costiera, che sta ospitando al momento 400 dei 629 migranti.

La decisione, ha spiegato il ministro Danilo Toninelli, è stata il frutto del vertice notturno tra il premier Conte, Salvini, lo stesso titolare dei Trasporti la Guardia Costiera, quest'ultima in costante contatto con l'equipaggio della nave di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere. Il governo ha rinnovato la proposta di far sbarcare le 7 donne incinte, ma dall'Ong – dice ancora Toninelli – è arrivato un nuovo rifiuto. Dopo 12 ore di navigazione l'Aquarius si trova davanti alle coste di Agrigento, seguendo una rotta parallela alle coste meridionali della Sicilia, ad una ventina di miglia nautiche di distanza.

Il viaggio, come ha spiegato la stessa Ong non sarà semplice. Sono state le stesse Ong a ribadire che i rischi erano troppi, e che in quelle condizioni la Aquarius non sarebbe mai partita: i migranti erano esausti per lo stallo in mare e per le violenze subite in Libia, e il cibo e l'acqua sarebbero state sufficienti solo per 24 ore. Proprio per ovviare a quest'ultimo problema, gli uomini della Marina e della Guardia Costiera hanno portato a bordo dell'Aquarius 200 chili di arance, un centinaio di lattine di tè, 50 chili di zucchero ma anche coperte, cappelli e calzini per proteggere i migranti.

"Le operazioni sono andate avanti nella massima tranquillità e la situazione è sotto controllo – ha raccontato dalla nave il volontario Alessandro Porro – I nostri mediatori culturali sono stati molto bravi a dare alle persone messaggi rassicuranti, dicendo loro che le tre imbarcazioni arriveranno tutte nello stesso porto e non ci saranno famiglie separate".

Ma il caso dell'Aquarius non resterà isolato: ieri una nave della Marina Usa si è imbattuta in un naufragio a 20 miglia dalla Libia. Gli americani hanno trovato un gommone capovolto, hanno salvato 41 migranti e individuato 12 cadaveri. Secondo la Ong Sea Watch, che si trovava in zona con la nave Sea Watch 3, gli americani avrebbero chiesto a Roma di trasferire i sopravvissuti a bordo dell'unità della Ong. Che però li prenderebbe solo nel caso in cui l'Italia le assegnasse "un porto sicuro ragionevolmente vicino". Sea Watch 3, battente bandiera olandese, si trova ancora davanti alla costa libica in attesa di ricevere il permesso dall'Italia. E intanto il ministro degli Interni Salvini risponde con un tweet: "Le ong devono capire che questa tratta di persone deve finire".

Farnesina convoca ambasciatore francese

Dopo gli attacchi rivolti dalla Francia al governo italiano, in seguito alla decisione di Salvini di chiudere i porti, il ministero degli Esteri ha deciso di convocare l'ambasciatore francese Christian Masset: "A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l'ambasciatore di Francia in Italia", questa la nota ufficiale. Il presidente Emmanuel Macron ha accusato l'Italia di "cinismo e irresponsabilità". Questa mattina il ministro degli Interni Salvini ha commentato così la vicenda: "Se i francesi avranno l'umiltà di chiedere amici come prima, e si lavora nell'interesse di tutti, però insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo. Mi sembra che proprio in questi minuti l'ambasciatore francese sia stato convocato dal nostro ministro degli esteri per chiedere spiegazioni sugli insulti rivolti non a un governo ma a un popolo che è primo al mondo per solidarietà e accoglienza".