Continuano le manifestazioni di sostegno per il nostro giornalista Davide Falcioni, condannato ieri dalla Corte d'Appello di Torino a quattro mesi di reclusione, per aver riportato quello che stava succedendo durante un'iniziativa pacifica di protesta di un gruppo di attivisti No Tav, nel 2012. L'accusa aveva chiesto per lui l'assoluzione: il reporter di Fanpage.it si è limitato a scrivere un reportage e un articolo, esercitando quindi il proprio diritto di cronaca. Si è trovato con una condanna per "concorso in violazione di domicilio", dopo essere stato chiamato a testimoniare durante il processo a carico di 19 manifestanti No Tav. Dopo la solidarietà espressa da Pippo Civati e Beatrice Brignone (Possibile), Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), e Nicola Fratonianni (Sinistra Italiana), è arrivata una nota da parte di Amnesty International, in cui l'associazione umanitaria chiede l'annullamento della condanna.

La conferma, in appello, della condanna a quattro mesi del giornalista Davide Falcioni segna secondo Amnesty International un precedente pericoloso per i diritti alla libertà di espressione e di accesso alle informazioni in Italia. I giornalisti che raccolgono informazioni e si occupano di diritti umani e di vicende di interesse pubblico non dovrebbero mai essere sottoposti a provvedimenti giudiziari per aver svolto il loro lavoro.

I diritti alla libertà di espressione e di accesso alle informazioni sono essenziali in ogni società. Il lavoro dei giornalisti favorisce il dibattito e lo scrutinio pubblico, che sono fondamentali per la promozione e la protezione dei diritti umani.

Quando i giornalisti sono sottoposti a procedimento penale per aver svolto il loro lavoro non è solo quest’ultimo che viene messo in pericolo, ma anche il diritto della società nel suo complesso a essere informata.

Amnesty International teme che la condanna di Davide Falcioni possa avere un effetto raggelante, spingendo all’autocensura, riducendo al silenzio il dissenso e limitando i controlli su coloro che sono al potere.

Amnesty International chiede alle autorità italiane di assicurare che l’accusa e la condanna di Davide Falcioni siano annullate e che in futuro i giornalisti non siano sottoposti a procedimento penale unicamente per aver esercitato il loro diritto alla libertà d’espressione.