“La loro è stata una lunga storia d’amore, 62 anni di matrimonio, 68 di conoscenza, vissuta con il pensiero fisso sul lavoro, la dignità umana, il rispetto dei valori, che ci hanno trasmesso per tutta la vita incentrata sul lavoro, sui sacrifici, sulle difficoltà superate con il sorriso”. Sono le parole di Gianluca pronunciate ieri nella chiesa di San Pio V di Alessandria nel corso della cerimonia funebre officiata per i suoi genitori Benito Bruno e Rita Porta, morti a 86 e 85 anni lo scorso venerdì. Erano sposati da 62 lunghissimi anni, se ne sono andati insieme.

Entrambi avevano problemi di salute: lei sfinita dal decorso post operatorio dovuto alla frattura del perone. Lui da due settimane era ricoverato in ospedale. La donna se ne è andata venerdì mattina nella sua abitazione, ad Alessandria. Poche ore dopo, prima della mezzanotte del 23 novembre il marito, Benito, si è spento nel letto di ospedale dove era ricoverato. La Stampa ha dedicato ampio alla loro storia d’amore. Pare che Benito aveva confessato solo pochi giorni prima al figlio Gianluca che se fosse accaduto qualcosa alla sua Rita lui avrebbe voluto seguirla immediatamente: “Abbiamo vissuto sempre insieme. E insieme ce ne andremo”. "Perderli entrambi e nello stesso giorno è un duro colpo ma il pensiero che così doveva essere dopo una lunga vita l'uno a fianco dell'altra, l'uno a sostegno dell'altra, entrambi innamorati come il primo giorno, ci consola non poco”, confessa Gianluca.

Per trent'anni, Benito era stato dipendente della Provincia, in precedenza si era adattato a qualsiasi lavoro “per portare a casa l'indispensabile e permettere a me e Rossella [l’altra figlia di Benito e Rita] di proseguire negli studi”, dice Gianluca. Il padre era stato a lungo vicepresidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi per servizio. Rita aveva dedicato la vita alla famiglia. Quella stessa famiglia che oggi li ringrazia così: “Ci hanno trasmesso per tutta la vita che ogni difficoltà può essere superata con il sorriso”.