Cos'hanno in comune Silver, Leo Ortolani, Gipi, Zerocalcare, Roberto Recchioni, Stefano Caselli, Emiliano Pagani e Daniele Caluri, Sio, Donald Soffritti, Ale Giorgini e Federico Rossi Endrighi? Semplice: A Panda… Piacciono!
Tutti questi artisti appaiono infatti in qualità di guest stars nel nuovo volume di A Panda Piace.. L'Avventura (Panini Comics), in edicola da novembre e in anteprima dal 30 ottobre al Lucca Comics and Games. Ne abbiamo parlato con Giacomo Bevilacqua, il giovane fumettista romano "papà" del tenerissimo Panda.

Da dove nasce l’idea per un albo speciale, con gli omaggi di altri protagonisti del fumetto italiano?

In realtà l’idea è nata per caso, stavo “cazzeggiando” ad una Lucca dietro lo stand della Panini con Marco Lupoi, il direttore publishing della Panini Comics, e con Diego Malara, il mio editor, e si parlava di quanto sarebbe stato divertente una specie di fumetto-party in cui Panda incontrasse non solo alcuni dei fumetti storici che per me hanno significato molto a livello di formazione, ma metterci in mezzo anche amici e colleghi del settore per fare un miscuglio di storie e stili in cui ognuno potesse dire la sua liberamente, giocando tra i loro personaggi e i miei. E questo poi è il problema/vantaggio di quando "cazzeggi” con il tuo editore, che c’è il rischio che mentre si sta tutti a ridere su un discorso partito per gioco, lui si fa serio e dice: “ok, dai, facciamolo!”

Come è avvenuto l’incontro con gli altri disegnatori? Hai avuto modo di confrontarti con i colleghi per “comporre” organicamente la storia oppure ognuno di loro ti ha dato una propria interpretazione del personaggio?

Mah, guarda, in realtà è avvenuto tutto tramite telefono, whatsapp e email, ci sono stati suggerimenti o linee guida generiche, ma tutte le persone che ho contattato sono amici, su una scala misurata in “spaghetti magnati insieme” si passa dall’1 al 10 senza problemi, con Ortolani c’è una telefonata al mese di almeno un’ora e mezza in cui si sparano stupidaggini, con Zerocalcare ci sono conversazioni infinite su whatsapp che a confronto le Vrenzole so dilettanti, con Roberto Recchioni siamo amici da dieci anni e anche se rischio dei calci ogni volta, un “ti voglio bene” sussurrato ogni tanto non glielo leva nessuno, e così via, ma poi al di là di tutto questo è anche il bello di chi fa questo lavoro, siamo persone che passano un buon 70% del loro tempo da soli, con i propri pensieri, le proprie idee, i propri ego, le proprie ansie, e a differenza di altri siamo più propensi a raggiungere il centro di noi stessi, il nucleo, nel quale si forma tutto ciò che creiamo, e beh, quel nucleo, se vai a vedere, differisce molto poco da persona a persona, e quando ci sentiamo, o ci vediamo, possiamo differire su un sacco di cose, superficialmente, ma quella consapevolezza di base che in fondo siamo tra persone simili e che si capiscono davvero, beh, quello è un collante più che sufficiente. Quello, e il lamentarsi, sempre e comunque di qualsiasi cosa, la lamentela è l’aggregatore sociale per eccellenza dal 2000 avanti Cristo.

Ti sei divertito a far scorazzare Panda e i suoi amici in mondi diversi e a far vestire loro i panni di personaggi indimenticabili: da Spiderman a Batman, da Calvin & Hobbes ai Peanuts. Quale dei crossover che hai disegnato ti piace di più? E fra i Panda “degli altri”, qual è il tuo preferito?

Eh, bella domanda, in realtà mi sono divertito molto, A Panda piace è online dal 2008 su apandapiace.com e nei trittici di vignette classiche ho sempre inserito riferimenti a tutto un certo tipo di cultura popolare che è stata molto importante per me. In questo speciale mi sono dato la possibilità di esplorare un po’ più a fondo alcuni di questi riferimenti, ovviamente stravolgendoli e portandoli al servizio della comicità di Panda. Non c’è una storia di quelle nel volume che mi ha divertito fare più di altre, ma il mio problema più grande è che una volta preso il via tendo a scrivere storie lunghe e complesse, quindi, paradossalmente, ogni storia breve presente in questo volume, nella mia testa ha almeno altri 6-7 seguiti con almeno 3 trame che si dipanano per ognuna di questi. Sono pazzo? Esatto. Per quanto riguarda i Panda degli altri, mi hanno fatto ridere tutti, veramente, rileggendolo mi rendo conto di che razza di esperimento folle sia stato, mettere insieme la comicità demenziale di Sio con l’irriverenza di Pagani e Caluri, o lo stile Disney di Donald Soffritti con quello realistico Marvel di Stefano Caselli, insomma, è un fumetto veramente schizofrenico, ma spero che metterà d’accordo un pubblico super variegato.

A proposito di mondi diversi: in cosa cambia il tuo modo di lavorare quando ti occupi della serie cartacea, rispetto a quando disegni il webcomic?

Come dicevo prima, su apandapiace.com mi occupo delle strisce di A Panda piace che vanno avanti dal 2008, sono strisce che non seguono una tematica particolare, sono una specie di mini diario che mi segue settimanalmente e in cui racconto cose che sono successe a me in prima persona, o storie di vita quotidiana in generale. Cerco di seguire il meno possibile delle “mode passeggere” ma di creare qualcosa che incarni il più possibile “lo spirito del tempo” e che possa essere leggibile anche fra 30 anni.
Per quanto riguarda la carta è la stessa cosa, ma più in grande, in A PANDA PIACE L’AVVENTURA, la miniserie bimestrale da edicola (iniziata a Novembre 2013 e che si sta avviando alla sua conclusione a Febbraio 2015 con il numero 8) parlo, ad esempio, della morte del nonno di Panda (che poi sarebbe mio nonno) vista come un viaggio del protagonista (Panda, appunto) per diventare adulto, attraverso degli incontri/scontri con diverse fasi e stati d’animo umanizzati, l’Ansia, sua fedele compagna di viaggio, lo seguirà per tutto il percorso, ma è aiutato da altri personaggi come la Curiosità, l’Ozio, la Creatività, la Paura, l’Idea e circondato da nemici da combattere come la Rabbia, il Panico, la Crisi.
La carta, in questo caso, mi da la possibilità di affrontare discorsi più ad ampio respiro, i tempi si allungano, le cose da dire sono di più, e c’è anche la consapevolezza e la responsabilità del fatto che ciò che scrivo non finisce nel momento in cui viene riposto su uno scaffale ma può essere ripreso, riletto, in diverse fasi della vita, magari trovando cose che prima non avevi notato, o cogliendo cose che prima non avevi colto. Ciò che un bambino vede in Panda, non è la stessa cosa che ci vede un adolescente o un adulto. In quasi 7 anni di A Panda Piace, questa è l’unica cosa che ho capito per certo: ognuno ci vede quello che gli pare.

A parte le avventure di Panda su carta e sul web, quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ora che il bimestrale A PANDA PIACE L'AVVENTURA da si avvia alla conclusione sono abbastanza proiettato verso il futuro.
Dal lato Panda, a fine 2015 dovrebbero uscire due volumi per le fumetterie e le librerie, uno che contiene la raccolta dei numeri 1-4 dell’avventura, e un secondo che sarà un inedito pieno di storie nuove.
Per il resto, sto realizzando un libro intitolato Roma Città Morta, che verrà presentato con un’anteprima gratuita a questa Lucca Comics and Games allo stand Multiplayer edizioni, e uscirà ufficialmente, in anteprima, al Napoli Comicon 2015, sarà scritto a 4 mani con Luca Marengo, che si occuperà della parte scritta-scritta e avrà degli interventi scritto-disegnati da me, ed è un diario ambientato in una Roma post-apocalisse zombie.
E poi, una delle novità più importanti è il fatto che, a quanto pare, sono uno dei nuovi autori di Dylan Dog, la mia collaborazione inizierà proprio il prossimo anno con un Color Fest tutto dedicato a Groucho nel quale ci sarà una storia mia, una di Zerocalcare, una di Leo Ortolani e una di Tito Faraci e Silvia Ziche, dopo questa verrà altro, ma è ancora presto per dire cosa.
Poi nella mia testa ci sono anche un altro paio di progetti personali che stanno prendendo piede, magari anche quello di riprendere un discorso lasciato in sospeso tempo fa… se qualcuno me ne darà l’occasione, chi lo sa. Staremo a vedere.
Comunque l’appuntamento ogni martedì su apandapiace.com, quello è sacrosanto.