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“Vota e fai votare Vania Ferrara”. I 320 cellulari “imposti” dal boss per la figlia in tv

Sorpresi e incuriositi i carabinieri che hanno fatto irruzione nel covo dove si nascondeva Domenico Ferrara, ritenuto a capo del clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca: di fronte a loro, 320 telefonini imposti a amici e parenti, affinché votassero per la figlia del boss durante lo show "Ti Lascio Una Canzone".

Nelle ultime ore sono stati rivelati i curiosi retroscena dell’arresto di Domenico Ferrara, ritenuto a capo del clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. Durante le perquisizioni nella sua casa, i carabinieri hanno fatto una scoperta quantomeno singolare: 320 telefoni cellulari, tutti destinati, sembra, ai vicini di casa e ai membri della stessa cosca, obbligati a votare sua figlia Vania, arrivata poi seconda a “Ti lascio una canzone”, show condotto da Antonella Clerici. Ma andiamo con ordine. Come ricorda il Mattino, la giovane partecipò a dicembre alla gara canora televisiva  in onda su Rai1. In quell’occasione Domenico Ferrara venne inquadrato dalle telecamere mentre abbracciava la figlia. Dalle indagini è emerso come ci siano state delle vere e proprie pressioni da parte del Boss nei confronti di vicini ed amici per facilitare la vittoria finale della della piccola Vania. Ferrara si sarebbe successivamente ripreso i dispositivi per assicurarsi che le telefonate siano poi effettivamente partite dai telefoni affidati. Le stesse forze dell’ordine stanno poi indagando sull’inaugurazione di un fan club per la figlia del boss che avvenne nella sala consiliare del Comune di Villaricca.

C’è da dire che presenza ad un talent show televisivo da parte dei figli dei presunti boss delle organizzazioni criminali è tutt’altro che isolata al caso di Vania Ferrara, che a ottobre  era stata ospite anche di Bruno Vespa durante una puntata di Porta a Porta. In molti si ricorderanno di Mary, figlia di Gaetano Marino, a “Canzoni e sfide”, un’altra trasmissione Rai, ma in onda anziché sulla prima rete, sul secondo canale della tv nazionale. Quello stesso Gaetano Marino, boss degli “spagnoli”, clan scissionista della camorra, ucciso con 15 colpi sparati da alcuni killer sul lungomare di Terracina, lo scorso agosto in pieno giorno.

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