Grazie al lavoro svolto da una commissione di inchiesta sulle “case” per ragazze madri gestite da religiose in Irlanda si è arrivati a scoprire l’esistenza di una fossa comune con cadaveri di feti, neonati e bambini in un ex orfanotrofio cattolico. Un gruppo di esperti ha potuto quindi confermare l’orribile sospetto che vi siano state centinaia di sepolture non classificate – almeno ottocento secondo i certificati di morte – di bambini. I test del dna hanno evidenziato che i corpi, che erano stati sepolti in una struttura divisa in venti camere, avevano una età compresa tra le trentacinque settimane e i tre anni. I resti sono stati trovati in almeno diciassette delle venti camere.

La scoperta a Tuam – La struttura dove sono stati ritrovati i resti umani dei bambini si trova a Tuam, nella contea di Galway, nell'Irlanda nord occidentale, ed è stata attiva tra il 1925 e il 1961. La prima persona a denunciare la vicenda è stata, negli anni scorsi, uno storico locale, Catherine Corless, e poi con il “mea culpa” della chiesa cattolica irlandese si è andati avanti con le indagini. Dal lavoro svolto negli ultimi anni dalla commissione di inchiesta è emerso che chi viveva nelle “case” ha sofferto malnutrizione, malattie e miseria, con altissimi livelli di mortalità.

Commissione “scioccata” per la scoperta – In un comunicato la commissione pubblica si è detta “scioccata” per quanto scoperto sino a questo momento e ha chiesto l'intervento delle autorità competenti per dare finalmente degna sepoltura ai resti umani. Per la ministra dell’Infanzia Katherine Zappone si tratta di una notizia “triste e disturbante”, ma non inaspettata. “Finora avevamo soltanto dei sospetti – ha detto la ministra – Adesso abbiamo la conferma che i resti sono lì e che risalgono ai tempi della Mother and Baby Home, attiva a Tuam dal 1925 al 1961″.