A poco meno di due settimane dall'inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro scoppiano le prime polemiche sull'organizzazione brasiliana della manifestazione. Ad alzare la voce sono le federazioni di Italia e Australia sulle condizioni in cui versa il villaggio che dovrà ospitare gli atleti. La struttura, infatti, secondo quanto riporta l'Ansa, è stata aperta ma non è pronta. Tra i team più penalizzati dal rallentamento dei lavori di realizzazione del sito, ci sono proprio gli azzurri. Il Coni è stato costretto ad appaltare lavori in proprio per completare la sua palazzina "per far sì che le condizioni di alloggio degli sportivi possano essere messe al più presto nella normalità", come ha dichiarato il Capo Missione del Comitato olimpico nazionale, Carlo Mornati.

Non è messa meglio l'Australia. "Il villaggio è inabitabile, le condizioni sono pessime, ci sono problemi dal punto di vista idraulico, elettrico e del gas", denunciano in una nota i responsabili del Paese, che hanno anche ammesso di aver dovuto prenotare stanze in alcuni alberghi della città per far riposare i propri campioni. "Qui nelle stanze del villaggio ci sono docce e sanitari che non funzionano, allagamenti, in alcune zone manca la corrente e c'è sporcizia ovunque", si legge ancora sul comunicato ufficiale. Intanto, l'organizzazione locale dei giochi ha fatto sapere di voler fare il possibile e di lavorare anche 24 ore al giorno se necessario pur di risolvere il problema del villaggio nel più breve tempo possibile.

Il Cio salva la Russia: "Sulla sua partecipazione decideranno le Federazioni"

E mentre si alimentano le polemiche sulle condizioni disastrose in cui versa il villaggio olimpico di Rio, arriva anche il Cio a rendere meno distesa la vigilia dell'inaugurazione dei giochi, in programma il prossimo 5 agosto. Il Comitato olimpico internazionale ha infatti deciso di non escludere la Russia dalla manifestazione, ma saranno le singole Federazioni a pronunciarsi sulla sua partecipazione, facendo così cadere il veto collettivo alla presenza dei russi in Brasile a causa dello scandalo doping che aveva interessato alcuni atleti di questo paese. I leader del Cio, però, hanno anche consigliato di cercare un equilibrio fra punizione collettiva e giudizio individuale. Finora, solo la squadra di atletica resterà a casa, mentre gli altri potranno partire alla volta del Sud America. Al di là del giudizio delle singole Federazione, tuttavia, il comitato olimpico russo non potrà far gareggiare sportivi, di qualsiasi disciplina, già sospesi negli anni passati per doping, anche se hanno interamente scontato la pena, come nel caso della ottocentista Yulia Stepanova, che con le sue dichiarazioni aveva contribuito a far venire a galla lo scandalo nell'atletica russa.